L'inizio di:
"La doppia vita di Cherubin Hammer"
Peter Bichsel
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Hammer, scarpe del
quarantanove, alto, bolso, grosso, lento e maldestro, era stato respinto
al mittente dalla scuola reclute, con suo grande scorno e scandalo, dopo
solo quindici giorni, perché avrebbe dovuto marciare e salutare, la
mano destra tesa alla visiera, il braccio sinistro avanti e indietro, e
invece marciava come una specie di cammello, braccio sinistro piede
sinistro, braccio destro piede destro... Sulle prime i superiori avevano
pensato che facesse apposta, si erano illusi di poterlo piegare, poi si
erano accorti che forse era un cammello davvero, e lo avevano espulso;
tornò a casa, non si fece vedere all’osteria, o per strada, anzi ben
presto infilò la via della stazione, e da lì si tappò a Berna a
studiare, ma di questo, in caso, parleremo dopo. |
Dal sette al
ventiquattro marzo 1952 era rimasto a letto, influenza, sicché negli
otto giorni successivi le pietre da portare in vetta furono due, essendo
il 1952 anno bisestile. Parecchi anni dopo, già pensionato, lo
tormentò l’idea se ai tempi quel calcolo fosse corretto. Un tormento
che lo assillava mentre saliva, o anche mentre sostava, riposava o
dormiva, peraltro già nel 1970 aveva riportato a valle, ben due volte,
una pietra portata in vetta, poi, dopo averci ripensato, le aveva
riportate su2.
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