WOODY GUTHRIE
Questa terra è la mia terra
384 pagine, 16 euro

Dimenticato per decenni forse a causa del suo spirito rivoluzionario, sempre fuori dal coro, Woody Guthrie (1912 - 1967) è stato il più grande poeta e cantautore popolare americano.
Ben due generazioni di folksinger debbono qualcosa a quest'uomo leggendario, che con grande modestia scrisse di se stesso: "In fondo, sono come un fotografo senza macchina fotografica... perciò in realtà considero
voi il poeta e voi il cantante, perché voi leggerete queste righe con una voce che ha più musica della mia".
Negli ultimi anni, Guthrie è stato riscoperto grazie al tributo di alcuni fra i più importanti personaggi del mondo della musica, da Pete Seeger a Bob Dylan, da John Mellencamp a Bruce Springsteen a Billy Bragg.

Le prime persone ad arrivare in città furono i costruttori di impianti, muratori, falegnami, carrettieri, orde di commercianti di cavalli e affollatissimi e sgangheratissimi carri di girovaghi. Giocatori d'azzardo, ruffiani, prostitute, spacciatori di droga e venditori di cianfrusaglie, suonatori ambulanti e cantanti di strada, predicatori che sbraitavano invocando l'amore fra gli uomini e chiedevano l'elemosina agli angoli delle strade, indiani in abiti variopinti e luridi che salmodiavano sui marciapiedi mentre i loro bambini accanto giocavano nella sporcizia e nella polvere di carbone.

 

 

Un reporter che usava la chitarra invece dell'obiettivo fotografico 

Marco Denti
Buscadero

 

In questo romanzo c’è la forza prepotente della gente che si ribella all’oppressione.
Un grande libro sullo spirito americano.

JOHN STEINBECK

 

Questa terra è la mia terra è stato per anni la mia Bibbia

BOB DYLAN

 

L’America dei vagabondi pronti a saltare su un treno in corsa e dei vigilantes armati di manganello, l’America sterminata delle pianure, quella delle metropoli dove sempre accade qualcosa, delle tempeste di polvere e del sogno californiano, quella cruda di John Steinbeck, ereditata da Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Bob Dylan e Bruce Springsteen.
Nessuno l’ha cantata meglio di Woody Guthrie.
Come nelle sue canzoni, anzi, come in una lunga canzone
parlata, Guthrie racconta la sua avventura con toni accesi e a tratti visionari, regalando alla scrittura una voce chiara, viva, secondo il grande esempio della tradizione statunitense che ha in Walt Whitman il proprio capostipite.


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