Riga
n. 7 Witold Gombrowicz
A cura di Francesco M. Cataluccio
Pagine: 289 Prezzo: euro 13,91
In tempi in cui l'immaturità
dilaga e gli individui assomigliano sempre più a bambini smarriti, in un'epoca
in cui l'elogio acritico di tutto ciò che è giovanile impazza nei mass-media,
forse è opportuno tornare a riflettere sull'opera dello scrittore polacco che
per primo e in modo così radicale ha raccontato e deriso la voglia dell'uomo
contemporaneo di essere-sempre-giovane.
Considerato ormai uno dei maggiori scrittori del secolo - Milan Kundera l'ha
recentemente definito "uno dei tre o quattro più grandi scrittori dopo la
morte di Proust" - Gombrowicz (1904-1969), "un uomo molto innamorato
della propria immaturità", come si definiva, è senza dubbio uno dei più
arguti interpreti della Modernità.
Testi di Gombrowicz
Una "cronologia della propria vita", racconti, note di viaggio in
Italia, conversazioni e gli epistolari con Jean Debuffet e con bruno Schulz.
Saggi, racconti, interventi
di
Iwaszkiewicz, Herbert, Huelle, McGough, Fabbrucci, E. Grazioli, Schulz, Jelenski,
Sabato, Kott, Bondy, Bachmann, Kosinski, Lapassade, Milosz, Rita Gombrowicz,
Karpinski, Kundera, Kantor, Cataluccio, Bazlen, Arbasino, L. Grazioli, Cucchi,
Fourquet.