gaétan soucy
Nasce a Montréal nel 1958 in
un quartiere operaio. Ha un’infanzia senza storia, trascura gli studi
secondari e si forma leggendo.
Studia fisica e matematica all’università di Montréal, letteratura all’università
del Quebéc, ottiene un dottorato in filosofia con una tesi sulla teoria
trascendentale delle scienze nella filosofia critica kantiana.
Tra il 1986 e il 1995, soggiorna a lungo in Giappone, dove si immerge nello
studio della lingua e della scrittura giapponese. Nel 1994, scrive il suo primo
romanzo, intitolato L’Immaculée Conception (primo premio ex equo al Festival
du Premier roman de Chambéry). Questo romanzo è seguito nel 1997 da L’Acquittement
(Grand Prix du Livre de Montréal 1998), poi, nel 1998, da La bambina che amava
troppo i fiammiferi, finalista al prix Renaudot nel 1999, vincitore, tra gli
altri, del Grand Prix du roman de l’Académie des Lettres du Québec. Il
romanzo è stato tradotto in cinese, tedesco, finlandese, ebraico, spagnolo e
inglese.
Con Catoblépas, firma il suo primo testo teatrale.
Insegna filosofia a Montréal.
Ospite all’ultimo salone del libro di Montréal, ha risposto alle domande del pubblico.
Qual è il libro che ha significato di più per lei?
Gaétan Soucy: Molloy, di Samuel Beckett.
Potrebbe vivere delle vendite dei suoi libri?
G. S.: Sì.
Cosa sta leggendo in questo momento?
G. S.: Il duca di Saint-Simon.
Si sente uno scrittore pessimista?
G. S. : No, sono ottimista. Credo che si possa sempre trarre qualcosa di buono
anche da una catastrofe.
Scrivere è difficile per lei? È un lavoro? Un sacrificio?
G. S.: Un inferno.
Le piace chattare con i suoi lettori?
G. S.: preferisco parlarci dal vivo.
Qual è il suo rapporto con internet?
G. S.: non ho un rapporto con Internet.
Qual è il suo luogo ideale per scrivere?
G. S.: Il mio studio, molto semplicemente.
Si considera uno studente saggio e studioso o un tipo turbolento?
G. S.: Studioso e turbolento.
Ci sono altre passioni nella sua vita oltre alla scrittura?
G. S.: La musica. E la storia francese del diciassettesimo secolo.