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Carlene Thompson
Fredda è la notte
Blaine è ricca e bella, e in paese tutti la invidiano e un po’ la detestano.
Ma per Blaine, negli ultimi mesi la vita si è fatta davvero difficile. Suo marito Martin è morto in circostanze poco chiare. C’è chi è convinto che si sia suicidato, altri che sia stato assassinato. E c’è chi insinua che a ucciderlo sia stata lei, per mettere le mani su un ingente patrimonio.
Anche Robin, la figliastra cui vuole molto bene, la tratta con distacco e sospetto.
Ma c’è di peggio. Una mattina, il cane di Blaine, Ashley, trova il corpo di Rose, la migliore amica di Robin sulla riva di un torrente, nel bosco vicino a casa.
Il terrore si diffonde per il paese, mentre un muro di gelo si erge attorno a Blaine, che non dispone di alibi accettabili, e si trova immancabilmente a pochi passi da ogni delitto, nel momento esatto in cui accade.
 
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La ‘voce nuova’ del brivido scrive da quando aveva otto anni, e si vede. Suo padre è un medico condotto che accetta come compenso... animali domestici. L’idea di scrivere le viene dopo aver visto La carica dei 101. Immagina la ‘scaletta’ del suo primo thriller vero e proprio molti anni dopo, mentre porta a passeggio due cani.
Dalla campagna e dagli animali non si separerà mai. Oggi Carlene Thompson vive in una fattoria che sembra un ‘albergo degli animali’ a Point Pleasant, in West Virginia, accerchiata da scoiattoli che ogni tanto boicottano le linee telefoniche. Carlene Thompson ha al suo attivo una decina di romanzi, tradotti in varie lingue. Romanzi promossi a pieni voti dai lettori, che scrivono pareri
entusiastici sui siti di tutto il mondo. Marcos y Marcos ha già pubblicato: In caso di mia morte, Come sei bella stasera,
Non dirlo a nessuno, Ultimo respiro, Nero come il ricordo,
Non chiudere gli occhi e Stanotte sei mia.
le foglie
352 pagine, 14,50 euro
isbn 978-88-7168-539-7

 
“Blaine non riusciva a distogliere lo sguardo dal corpo che affiorava dall’acqua. Su un dito della mano destra, rimasta impigliata tra i rami quasi in un’estrema richiesta d’aiuto, era ben visibile un anello che conosceva, con un diamante e un opale incastonati.
Lunghi capelli neri incorniciavano un volto terreo.”
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“Si sforzò di aprire gli occhi.
Per prima cosa vide un grappolo di stelle sullo sfondo del cielo nero come la morte, poi qualcuno chinarsi su di lei. “Ancora sveglia?” chiese.
Le erbacce le irritavano il viso. Alzò la testa. ‘Per favore…’
‘Per favore cosa? Vuoi che ti lasci stare? Non posso. Non più’.
Le vennero le lacrime agli occhi. Oh Dio, stava sognando? No. Nei sogni il cuore le batteva forte.”
“Blaine abbassò lo sguardo sul pavimento e vicino alla sedia vide la pistola. “Non è possibile” pensò. L’aveva chiusa nell’armadietto e aveva nascosto la chiave nel suo portagioielli. Eppure la pistola era lì e luccicava sotto il sole ancora infuocato. La pistola è lì. La pistola è lì!, le rimbombò nella mente. Finalmente mise a fuoco il foro del proiettile nella tempia destra di Martin mentre il mondo divenne solo luce abbagliante e frinire ossessivo di cicale.”
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“Era ritornata a Sinclair tre anni dopo per insegnare alla Sinclair High School. Il lavoro a scuola le piaceva, finalmente poteva mettere in pratica quello che aveva studiato all’università, ed era bello poter stare finalmente con la sua famiglia; ma se Blaine credeva che a Sinclair le cose sarebbero andate diversamente che in passato, si sbagliava di grosso. Quel paese le portava sfortuna. Non c’era mai nulla che andasse per il verso giusto.”
“Nella penombra del crepuscolo, le grosse torce emanavano fasci di luce giallastra illuminando il sentiero. Il silenzio era rotto soltanto dal rumore dei rami secchi che si spezzavano sotto i loro piedi, dagli animaletti che sgattaiolavano nel bosco e dalla brezza notturna che soffiava tra le foglie secche ancora sugli alberi.”
Pagina a cura di Alessandro Bandiera