altri libri dello stesso autore: Bocksten - Le cose senza storia
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Fabio pusterla
folla sommersa
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Qualcosa preme verso il basso, schiaccia l’orizzonte e morde i giorni: fiumi che si gonfiano e spazzano via il paesaggio, franamenti, anonime tragedie quotidiane. La storia, umana e inumana, la cronaca impietosa, il ricordo e l’oblio si affrontano sotto un cielo plumbeo, pesante.
Come un coro sommesso molte voci si levano dal disastro contemporaneo, corpi sfiniti si alzano in piedi, guardano verso l’alto, verso le nuvole che a tratti si squarciano, anche solo per un istante. Appare la vastità di uno spazio, un po’ di forza. Una speranza, forse, come il volo di due alianti sopra Lione, il respiro profondo dei nostri anni disorientati. Lo sguardo misterioso di un animale, la corsa a perdifiato di un bambino: oggetti quasi stellari, presenze.
La poesia, in questo nuovo libro di Pusterla che assume il tono di un ampio recitativo, cerca il suo cammino faticoso in mezzo alla folla degli esseri umani: volti senza volto, non ancora del tutto sconfitti, fantasmi della memoria che perdurano, occhi sbarrati, mani. Le parole cercano la materia delle cose, la luce che rade il mondo e lo rivela, l’eco di un canto forse impossibile a cui non possiamo rinunciare.  
Perché vivere qui? chiede ogni voce che ammira sgomenta la nostra rovina. Perché insistere in una lotta assurda, in una sfida ormai priva di senso? Anche questo, anche questo dunque ci vorreste levare, ipocriti compagni di disastro”.
gli alianti
176 pagine, 13,50 euro
isbn 978-88-7168-396-x
Fabio Pusterla, nato nel 1957, vive tra Lugano e Albogasio.
Considerato uno dei più significativi della poesia contemporanea in lingua italiana, è autore di cinque raccolte di poesie:
Concessione all’inverno (Casagrande),
Le cose senza storia (Marcos y Marcos),
Isla persa (I semi del salice),
Pietra sangue (Marcos y Marcos),
Bocksten (Marcos y Marcos).
Ha pubblicato saggi di argomento linguistico e letterario e traduzioni, fra cui le poesie di Philippe Jaccottet.
I suoi libri di poesia sono stati tradotti in francese, tedesco e serbo.
“Il treno della notte porta un carico d’insonnia nel paesaggio. Si distinguono a stento le masse oscure dei boschi collinari, la fuga degli alberi in corsa: laggiù conigli selvatici dai grandi occhi sbarrati aspetteranno lo schianto”.