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Film tratti dai nostri libri

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Dal romanzo (1947) di Boris Vian. Tre giovani amici parigini sognano la gloria e cercano l ’amore. Il primo non riesce a salvare l’adorata moglie da un male mortale; il secondo è ucciso dalla gelosa amante; il terzo diventa l’autista della ricca fidanzata. Esordio nel lungometraggio di C. Belmont (1936).
Titolo originale: L’écume des jours
Regia: Charles Belmont
Anno: 1968
Nazione: Francia
Durata: 111’

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Il quinto film di A. Tarkovskij, e l’ultimo che girò nell’URSS, è, nella sua enigmatica compattezza, un’opera affascinate. Non è difficile riconoscere nello “stalker” e nei suoi congiunti le figure dei “poveri di spirito” dostoevskiani, degli umili evangelici che hanno bisogno della fede per mantenere accesa una scintilla di speranza e che si contrappongono agli intellettuali perch é ormai, abbandonato ogni illusorio tentativo di intervento nella Storia, dei politici Tarkovskij pi ù non si cura. Come accade con i poeti, e Tarkovskij fa un cinema di poesia, la filosofia di Stalker passa attraverso l ’emozione delle sue immagini.

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Titolo originale: Stalker
Regia: Andrej Tarkovskij
Anno: 1979
Nazione: URSS/Germania
Durata: 163’
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Una storia d’amore ambientata in Kirghizia, basata su un racconto di Chingiz Aitmatov.
Questo film nasce dalla collaborazione tra il famoso regista russo Sergei Yutkevich e l ’effettiva regista del film Irina Poplavskaya. Un amore visto attraverso lo sguardo di Seit, un giovane artista. La sorella di Seit, Jamilya, è sposata con un soldato. Jamilya incontra un altro soldato, Daniyar,  e comincia a sentirsene attratta.
L’ambientazione, in una zona asiatica dell’URSS, è esotica e sconosciuta, ed è esaltata da una sontuosa fotografia, che passa dal bianco e nero, al seppia, al colore, seguendo i progressi dei quadri del giovane artista.
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Titol0 originale:Dzhamilya
Regia: Irina Poplavskaya 
Anno: 1969
Nazione: URSS
Durata: 83’

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Bel tenebroso, ex carcerato, ladro e violento (A. Baldwin), arriva a Miami, ne combina di tutti i colori e pesta i piedi a uno sbirro che gliela giura. Quando anche la sua bella (J.J. Leigh) lo molla, riesce a incastrarlo. Prodotto da Jonathan Demme e tratto da un romanzo di Charles Villeford, è un film off-Hollywood per anticonformismo di scrittura e di costruzione drammatica, per rifiuto dei canoni imperanti. A dire il nichilismo disperato di fondo basta Susie, studentessa che si prostituisce per continuare gli studi.

(Il Morandini)
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Titolo originale:
Miami Blues
Regia: George Armitage 
Anno:  1989
Nazione: USA  
Durata: 99’
 
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Strani invasori dello spazio atterrano sotto forma di baccelli in una tranquilla cittadina e a poco a poco occupano i corpi dei suoi abitanti, alterandoli. Un piccolo grande film di fantascienza degli anni ‘50. È la scrittura asciutta, concreta, essenziale di D. Siegel che lo trasforma in una parabola di inquietante suggestione, cos ì sottile nella sua ambiguità che fu interpretato come una parabola sia anticomunista sia antimaccartista. La prima parte sembra dar ragione ai primi, il finale ai secondi. La sceneggiatura (con i dialoghi non accreditati del 30enne Sam Peckinpah, che nel film fa un ’apparizione) di Daniel Mainwaring è tratta da un romanzo (1954) di Jack Finney. È, in fondo, un film dell’orrore quotidiano, senza effetti speciali. Rifatto nel 1978 con Terrore dallo spazio profondo di Philip Kaufman e nel 1994 con Ultracorpi-L’invasione continua di A. Ferrara.
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Titolo originale: Invasion of the Body Snatchers (L’invasione degli ultracorpi)
Regia: Don Siegel.
Anno: 1956
Nazione: USA
Durata: 80’


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Il bravo regista Rob Reiner (Harry ti presento Sally, Misery non deve morire) fonde benissimo avventura e ironia: in questo modo sorprende i bambini e diverte gli adulti senza troppi effetti speciali. Io questo film l ’ho visto alle elementari e me lo rivedo volentieri in quelle sere invernali col cielo stellato, in cui la gente si raduna intorno alla tv come quando un tempo ci si raccontavano storie attorno al caminetto.
Colonna sonora di Mark Knopfler dei Dire Straits.

(commento di Gio’, da internet bookshop)
Titolo originale: The princess Bride (La storia fantastica)
Regia: Rob Reiner
Anno: 1987
Nazione: USA
Durata: 98’
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Quattro anni, dal 1936 al 1939, della vita di Woodie Guthrie (1912-67), figura leggendaria del folclore musicale americano, poeta e cantore dei poveri, in bilico tra rabbia e speranza. Da costa a costa, dal Nord al Sud, Guthrie cant ò la miseria e lo sfruttamento, la disoccupazione e la fame, l’ingiustizia e la depressione. Il film ha efficaci e spettacolari momenti di rievocazione ambientale e in D. Carradine un protagonista di sobria intensit à che canta come meglio non si potrebbe. Manca, però, di una profonda necessità interiore di stile, di rigore. Basato sull’autobiografia (1943) di Guthrie, ebbe 2 Oscar: Haskell Wexler (fotografia) che us ò per primo la Steady-cam e Leonard Rosenman (colonna sonora non originale).

Laura, Luisa e Morando Morandini

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Titolo originale:
Bound for Glory (Questa terra è la mia terra)
Regia: Hal Ashby.
Anno: 1976
Nazione:USA
Durata: 147’
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Il difficile e doloroso passaggio all’adolescenza di David (J. Tierney), ragazzino povero della Georgia del 1940, che tra un padre idealista e manesco e una madre fragile trova conforto e tenerezza nella presenza di zia Mae (G. Rowlands), cantante allo sbando che gli apre un illusorio spiraglio sul mondo dello spettacolo. 4 film di T. Davies (1945), inglese di Liverpool, il 1 ambientato fuori dall ’Inghilterra e il 1 tratto da un romanzo (The Neon Bible, scritto a sedici anni da John Kennedy Toole, 1938-1969, morto suicida). Atmosfera, nostalgia, sogni, canzoni. E il meno riuscito dei film di T. Davies che, comunque, è accanitamente coerente con sé stesso, la propria poetica, un’idea di cinema. L’assimilazione della cultura del Sud americano è ineccepibile e G. Rowlands “domina la scena con l’umanità straordinaria di un’attrice carismatica”

(Tullio Kezich).
Il Morandini, dizionario dei film
Titolo originale: The Neon Bible (Serenata alla luna)
Regia: Terence Davies.
Anno: 1995 
Nazione: Gran Bretagna
Durata:  92’

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Tratto dal romanzo di Jhumpa Lairi, il film ha però molti punti di contatto con la vita di Mira Nair, nata a sud di Calcutta, laureata a Nuova Delhi e poi a Harvard. “La mia vita presenta diverse analogie con questo film. Io sono stata sposata per un po ’ di anni con un cittadino americano e durante tutte le classiche feste americane mi sentivo profondamente depressa. Ricordo un 4 luglio di circa vent ’anni fa con la bandiera americana e io che servivo hotdogs agli ospiti. Mentre preparavo gli hotdogs mi chiedevo: “ma che ci faccio io qui?” E’ lo stesso spirito di straniamento che prova il protagonista del film quando Gogol è a casa della fidanzata americana e riceve la telefonata che la madre è morta e mentre sua sorella gli parla, lui vede i genitori della ragazza che discutono di che colore dipingere le pareti della casa ”.
Da un’intervista di Chiara Ugolini a Mira Nair in occasione della Festa del Cinema di Roma
 (16-10-2006)
 Titolo originale: The Namesake
(Il destino nel nome)
Regia: Mira Nair.
 Anno: 2006
Nazione: India, USA 
Durata: 122 minuti
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In una cittadina della California durante la guerra un orfano quindicenne con il fratello maggiore in divisa diventa il sostegno della famiglia. Molto garbo, eccesso di miele, ottimismo irriducibile. Cinque nomination e un premio Oscar per il soggetto originale a William Saroyan, autore del romanzo. Bravo Rooney, bene gli altri. Nella breve parte di un soldato appare Robert Mitchum adolescente.  
Titolo originale: The Human Comedy (La commedia umana)
Regia: Clarence Brown
Anno: 1943
Nazione: USA
Durata: 117’
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Presentato a Cannes nel 1991 e giunto sui nostri schermi a un anno di distanza questo film pu ò considerarsi un gioiellino nell’ambito della commedia. Diretto con mano sicura e con un ottimo ritmo da Bill Duke il film ha buoni interpreti, tutti di colore. Il protagonista, Forest Whitaker (era Charlie Parker in Bird di Clint Eastwood), è un ragazzo grasso, timido, molto religioso e che non è mai stato con una donna. Ne conosce una decisamente sensuale e si ritrova in un giro di sparatorie, travestimenti e affari loschi. Tutti vogliono entrare in possesso della refurtiva di una banda.

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Titolo originale: A Rage in Harlem (Rabbia ad Harlem)
Regia: Bill Duke 
Anno:1992
Nazione: USA
Durata: 115’
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Dal racconto The Green Heart di Jack Ritchie. Playboy scapolo di mezza età, vicino alla bancarotta, sposa una zitella miliardaria, bruttarella, goffa e appassionata di botanica. Dopo le nozze vorrebbe eliminarla. Deliziosa commedia, cento minuti di divertimento garantito. Anche se lei lo ha disconosciuto, è il miglior film di E. May che qui ha fatto tutto: sceneggiatura, regia e interpretazione al fianco di un Matthau irresistibile. Intelligenza e sarcasmo.
Titolo originale: A new leaf (È ricca, la sposo e l’ammazzo)
Regia: Elaine May
 Anno: 1972
Nazione: USA
Durata: 102’

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marcos y marcos

pagina a cura di Valentina Riolo