|
|
|||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||
![]() |
|
||||||||||||||||||||||
|
Jhumpa Lahiri
L’omonimo
The Namesake
|
![]() |
||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||
|
“Perché essere stranieri, comincia a realizzare Ashima, è come una gravidanza che dura tutta la vita — un’attesa perenne, un fardello costante, una sensazione
persistente di anomalia”
|
|
||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||
|
DAL PRIMO GIUGNO nei migliori cinema
THE NAMESAKE
(Il destino nel nome)
di Mira Nair
|
|
||||||||||||||||||||||
|
Titolo Italiano
Il destino nel nome
Stati Uniti, 2006 - 122'
Colore, 35 mm
Regia
Mira Nair
Cast
Kal Penn (Gogol)
Tabu (Ashima)
Irrfan Khan (Ashoke)
Jacinda Barrett (Maxine)
Zuleikha Robinson (Moushimi)
|
|
||||||||||||||||||||||
![]() |
![]() |
||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||
|
La regista Mira Nair, nata a Bhubaneshwar, nell'India orientale, ha cominciato
la sua carriera nel cinema come attrice e regista di documentari. Il suo primo
film,
Salaam Bombay! è stato candidato nel 1988 agli Academy Awards come miglior film straniero e ha
vinto il premio Camera D'Or (miglior opera prima) e il Premio del pubblico al
Festival di Cannes. Il film successivo, Mississippi Masala, vince tre premi
alla Mostra del Cinema di Venezia. Dopo The Perez Family (1995) e Kama Sutra: A
Tale of Love (1996), nel 1999 torna al genere documentaristico con The Laughing
Club of India, mentre nel 2000 gira Monsoon Wedding, che vince il Leone d'Oro a
Venezia e ottiene una nomination ai Golden Globe come Miglior film straniero.
Dopo l'11 settembre 2001 Mira Nair partecipa, insieme ad altri celebri registi,
al film collettivo 9-11-2001, composto da undici cortometraggi della durata di
undici minuti, 9 secondi e un fotogramma. Nel 2003 gira La fiera della vanit
à, tratto dal romanzo omonimo dell'inglese William Makepeace Thackeray,
provocatoria storia piena di riferimenti al presente, ambientata
nell'Inghilterra post-coloniale.
|
![]() |
||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||
![]() |
|
||||||||||||||||||||||
![]() |
|||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||
![]() |
|
||||||||||||||||||||||
|
Storia di Ashima, nata e cresciuta a Calcutta, che partorisce in America: una
terra dove la vita le appare approssimativa e grama. Storia di Ashoke: un padre
scampato a una catastrofe ferroviaria grazie a un libro, che cerca in America
un mondo migliore. Storia di Gogol: un figlio che annaspa, in cerca di un punto
di partenza nel passato per costruirsi un
’identità e un futuro.
Argomenti: emigrazione, tra integrazione e nostalgia. Ricerca delle radici, non
necessariamente legate a una cultura, a un territorio. Rapporti tra genitori e
figli. Tendenza al contrasto per affermare una dimensione
“propria”. Relazioni sentimentali come tentativo di entrare in un mondo nuovo, nella vita
degli altri. Difficolt
à di uscire da se stessi. Letteratura come forma estrema di condivisione, di
radice comune universale. Epica della vita, delle scelte, della memoria.
Profonda compassione per il destino dell
’uomo.
|
![]() |
||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||
![]() |
|||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||
|
|
|
||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|