STANISLAW LEM
Fiabe per robot

208 pagine, € 14,50
Traduzione dal polacco
di Marzena Borejczuk

In libreria dal 20 ottobre 2005

Mosso da una curiosità leonardesca, fin da giovane Stanislaw Lem – nato nel 1921 a Lwov, in Polonia – si dedica con entusiasmo agli studi filosofici e scientifici, e al termine della Seconda guerra mondiale, durante la quale lavora come meccanico, si laurea in medicina. Come Calvino, Dick e Vonnegut, Lem "usa" il fantastico nelle chiavi più disparate, disegnando scenari di grande respiro in cui mette l’uomo a confronto con le proprie scoperte tecnologiche, le proprie ambizioni e la propria coscienza, nonché la smania di dominio sul cosmo. La sua ricognizione, che parrebbe basata su presupposti di pura fantasia, si fonda su una incredibile competenza scientifica. Il suo piglio ridanciano, spesso paradossale, anima racconti e romanzi ricchi di implicazioni filosofiche, di osservazioni lungimiranti su temi attuali, come l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, della biogenetica o delle risorse energetiche. Tradotte in trenta lingue, le sue opere, fra cui Solaris (1961), Cyberiade (1965), Il congresso di futurologia (1967), Memorie di un viaggiatore spaziale (1971) e questo Fiabe per robot (1968) hanno fatto ridere, riflettere e... viaggiare milioni di persone in tutto il mondo. Da anni Lem vive a Cracovia, lusingato e forse a volte un po’ stanco di sentirsi rivolgere, quasi ogni giorno, la stessa domanda: "E secondo lei, signor Lem, cosa ci riserva di bello il futuro?"

"Decise di creare dall’acqua degli esseri pensanti, ma non in quel modo tremendo che vi verrà subito in mente. Niente affatto. Quei corpi morbidi e umidicci erano ben lontani dai suoi pensieri, gli facevano schifo proprio come a noi".

 

 

Ciò che fanno i robot in queste fiabe non è certo più assurdo di quanto non facciano normalmente gli uomini stessi.

Domenico Gallo - Pulp

 

 

 

 

 

Può un elettramico – un esserino microscopico che si infila nell’orecchio, informatissimo su tutto – essere d’aiuto quando Automatteo naufraga su un’isola deserta? Come se la cava Murdas, supertiranno che si è gonfiato fino a coprire tutto il proprio regno per non perderne il dominio, di fronte all’attacco sovversivo dei sogni, di fronte all’impossibilità di procurarsi visioni oniriche asservite? Ce la farà il più saggio e anziano dei luminari a evitare la ghigliottina, sfornando a re Globares una storia dotata di un pizzico di "vera eccezionalità, non le solite frottole trite e ritrite"?
Robot di tutti i generi, razze e propensioni animano queste splendide fiabe di sapore galattico: draghi e
principesse si mescolano a polveri intelligenti e studiosi del nulla, temerari elettroguerrieri si avventurano su oceani gelati, ingegneri un po’ folli punzecchiano le stelle per renderle più luminose. Coraggio e codardia, intelligenza e ottusità, vita e morte giocano la propria partita in scenari cibernautici ma anche di sogno, la matematica si sposa con la poesia, mentre il linguaggio supporta il pensiero grazie a formule sorprendenti, variate, divertenti.

 

 

 


Cyberiade

Il congresso di futurologia

Memorie di un viaggiatore spaziale

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