BORIS VIAN
L’erba rossa
Pagine: 148 Prezzo:  euro 12,40

 

Un prato in cui crescono petofani grinzosi.
Un senatore costretto a tirare il carrettino e che gioca a goffo.
L’ingegner Wolf cerca in tutti i modi di realizzare una macchina che elimini i troppi metalli impiegati per fabbricare automobili.
La fidanzata Lil, che vuol sapere come andrà a finire, interroga una usmante.
Il Sindaco chiede a suon di marcetta che si paghino le vecchie tasse.
In una natura totalmente artificiale eppure plausibile — come un paesaggio di Dalì — Vian racconta una storia d’amore surreale quanto poetica.
Soprattutto, confessa il proprio profondo desiderio di uscire dal tempo, anzi, se possibile, da qualsiasi convenzione.
Un romanzo molto simile alla Schiuma dei giorni, il capolavoro di Vian.

 

In fondo brillavano pietre dai colori vivaci, riflessi incerti, macchie di luce che si spegnevano a seconda dei movimenti del suolo. Il chiarore di un opale, poi uno di quei cristalli di montagna che lanciano polvere d’oro quando li si vuole afferrare, come le piovre, il bagliore di uno smeraldo selvaggio, le scie di una colonia di berilli sfumanti.

 

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