Arkadi e Boris Strugatzki Da quando, nel 1958, si sono affacciati sulla scena letteraria, i fratelli Arkadi e Boris Strugatzki sono i guru incontrastati della narrativa del fantastico russa. Nato nel 1925, Arkadi ha tradotto giovanissimo romanzi dal giapponese e dall’inglese: dai classici della letteratura epica alle opere di Isaac Asimov. Poi si è tuffato a tutto campo nel lavoro editoriale. Boris, nato nel 1933, ha dedicato la vita alla ricerca astronomica, ha insegnato all’università e lavorato all’Osservatorio di Pulkowo. Insieme, questi due grandi stalker – spesso messi al bando dal Sistema – hanno "visto" e descritto scenari plausibili del futuro lontano e di quello prossimo. Riproponendo, da angolazioni diverse, l’idea di una "zona" di confronto fra noi e possibili altre civiltà. Nel 1972 ci hanno regalato un capolavoro, Picnic sul ciglio della strada; un vero gioiello epico, scritto in tono quasi fiabesco, in cui un "cercatore" – lo stalker, appunto – viene posto di fronte a sfide assolute con i propri limiti fisici e psichici, recuperando da una "zona" oggetti abbandonati dagli extraterrestri. Come il "Picnic", È difficile essere un dio è dotato di una straordinaria potenza immaginifica: nel 1989, Peter Fleischmann (Scene di caccia in bassa Baviera) ne trasse un film.
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La
repressione impazza ad Arkanar, nel paesaggio si stagliano le forche. Il Re ha messo al bando tutti gli intellettuali. Gli studiosi inviati dal pianeta terra, ormai pacifico ed evoluto, cercano di confondersi tra gli abitanti di Arkanar, studiano, osservano, trasmettono informazioni. Intervenire? Creare forzatamente nuovi equilibri, nuove alleanze? Funzionerebbe? Sarebbe giustificabile eticamente? Com'è difficile essere un dio!
Dagli autori di Picnic sul ciglio della strada un romanzo epico e avventuroso che riflette sui vari travestimenti che assume la tirannia e su un dilemma che ci ricorda qualcosa di molto vicino: chi ha il potere di giudicare cos'è oscurantista e cosa no, se e come sia lecito intervenire.
"Signore, mi
permetta di esprimerle il
nocciolo della questione.
"Stringi i denti, e ricordati che sei un dio in incognito". Se lo ripete spesso ciascuno dei
duecentocinquanta ricercatori terrestri
sbarcati su Arkanor, pianeta oppresso dalla bestialità medioevale. Per noi, invece, non è difficile
vedere più di un’analogia fra il totalitarismo di Arkanor e le infinite
varianti, per quanto nascoste, che la tirannia
assume nel nostro pianeta. "Pensare non è un’occupazione, pensare è un dovere. Quasi sempre, nella nostra vita usiamo il microscopio come se fosse un martello". |
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