FABIO PUSTERLA
Le cose senza storia

Le foglie
144 pagine, 14 euro

Nato a Mendrisio nel 1957, Fabio Pusterla si laurea a Pavia con Maria Corti. Assieme alla moglie Claudia, si dedica a studi di linguistica e tradizione locale.
Con un agguerrito manipolo di intellettuali svizzeri,
fonda il celebre Gruppo di Olten. Per un decennio anima la rivista letteraria «Idra».
La prima raccolta di poesie,
Concessione all’inverno, esce da Casagrande, a Bellinzona, nel 1985.
Raccoglie il plauso immediato di critici e poeti.
La sua poesia selvatica, luminosa, molto comprensibile,
conquista il pubblico. Una poesia che combina tempeste e spiragli. Nature sublimi e catrame. Cose infinitesime e gigantesche paure. Barchine sul lago in burrasca. Lampi lirici. Ma anche tuoni politici. Moniti, carezze, visioni.
Da allora, ogni cinque anni una nuova raccolta. Si
succedono così Bocksten, Le cose senza storia, Pietra sangue. Infine, nel 2004, questo Folla sommersa.
Molto significativa, certamente feconda, la
sua amicizia con Philippe Jaccottet, celebre poeta francese di cui traduce varie opere: Il Barbagianni e l’ignorante; Alla luce d’inverno; E, tuttavia. Fabio Pusterla vive ad Albogasio, sulla frontiera fra Italia e Svizzera.

 

 

Dicevi che di giorno

il buio sta negli armadi,

o dietro i monti,

e viene fuori solo verso sera…

 

 

 

 

 

 

Gli oggetti dimenticati nel giardino attirano a scavare, a scoprire.
E mentre qualcuno se ne va, perché non ha più senso rimanere, perché le cose non hanno più senso
né storia, qualcuno si aggrappa alle parole, alla loro forza immane, perché sono uniche e non si possono rubare.
C’è sempre un tuono, un rumore cupo di fondo, nel racconto di queste poesie, ma accanto a essi ci sono
suoni e colori positivi, aria, mare, molti bambini che giocano. Bambini che escono dalla preistoria di silenzi, gridi, di brucianti scoperte, e cercano un senso.
Cosa trovano? Sono di fronte alle cose, e le cose li osservano. Vogliono essere, fortemente.
E le cose e il mondo rispondono con la stessa forza, moltiplicando come un’eco il desiderio dei bambini.
Con la grande limpidezza di sempre, Pusterla attraversa dramma e speranza con pensieri ed immagini
forti, alternando denuncia, sogno, infanzia, assurdità.

 

 

 


Bocksten

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Folla sommersa