LUISA CARNIELLI ERVAS
FULVIO ERVAS
Commesse di Treviso
272 pagine, € 14,50
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Luisa
e Fulvio Ervas
incontrano i lettori
29 febbraio
MESTRE (VE)
Luisa e Fulvio Ervas
Succulente
introduce Claudia Zaggia
Libreria Feltrinelli
Piazza XXVII Ottobre, 1
ore 18
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“…perché
il superfluo è rassicurante,
capace
di mostrare quanta strada
sia
stata percorsa tra il sapere
di
non avere nulla e il credere
di
possedere molto”.
Ascolta
l'intervista a Luisa Carnielli Ervas
su Radio 24 (1,5 MB)
Treviso è una città deliziosa.
Pare essere stata costruita, e conservata, per mostrare una certa grazia
di acque ed edifici, di angoli e vedute. Per indurre una certa arte. Per
far nascere artisti.
Natale si avvicina, le vetrine traboccano di attrazioni sfiziose e
qualcuno molesta le commesse di Treviso. Telefonate anonime,
aggressioni: un crescendo allarmante.
La spinosa indagine piomba sulla scrivania dell’ispettore Stucky, che
gira a vuoto, si perde per canali e osterie.
Finché una bella commessa nera non ci lascia la pelle.
La stampa scatenata, il questore, il segretario del vescovo premono su
Stucky perché risolva il mistero, ristabilendo la normalità, un clima
più propizio alla campagna acquisti di Natale.
Stucky interroga commesse altissime, segue piste sfuggenti attraverso
una Treviso profumata e acquatica. Entra nel mondo della vittima,
Jolanda, con pudore e umanità. Scopre seconde case, seconde vite.
Intanto, Kuto Tarfusser, aspirante psicologo, ascolta il lungo monologo
di un paziente: Max Pierini, fondatore di discarica, eroe e martire
della raccolta differenziata, genio della piccola impresa al margine dei
margini.
Con stile inimitabile, un’energia e una comicità che conquistano fin
dalle prime righe, Pierini celebra l’arte di adattarsi, di sfruttare
al meglio ogni circostanza, di cadere in piedi, di aderire a un’etica
quanto mai flessibile. Che si dibatta tra proteste ambientaliste,
diserzioni fraterne e la concorrenza del vicino inceneritore, che
sbeffeggi con lucidità assoluta le ipocrisie che lo circondano, Pierini
ci cattura e ci sorprende.
E mentre le due storie scorrono parallele, si alternano, si incrociano
sul più bello, diventa sempre più stringente il passaggio dalle
meraviglie avvolgenti del centro città alla commedia infernale della
discarica infestata dai gabbiani.
Fino all’epilogo in riva al fiume, un venticinque dicembre di
riconciliazione senza santità.
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