Le ali

LE ALI
Una collana di poesia edita dalla Marcos y Marcos

CONCEZIONE E PRIMO BIENNIO

“È possibile oggi pensare a una nuova collana di poesia, nel momento in cui le collezioni storiche sembrano in difficoltà e l’editoria maggiore ha da tempo relegato la poesia ai margini più estremi, quando non l’ha del tutto espunta dai suoi progetti commerciali? È possibile credere che la poesia italiana sia oggi viva e interessante, e che le si possa offrire uno sbocco editoriale serio e indipendente? La Marcos y Marcos, che da anni già pubblica, oltre a non poche voci poetiche, i «Quaderni di poesia contemporanea» diretti da Franco Buffoni, pensa di sì; sceglie di gettarsi in questa nuova avventura editoriale, e crea così la collana di poesia «Le Ali», affidandone la direzione a Fabio Pusterla.

«Le Ali»: perché la poesia conduce l’intelligenza a volo sopra la cronaca più cupa o mediocre, superando o provando a superare il peso della realtà, senza però dimenticarlo, recuperando o provando a recuperare la complessità del pensiero e la leggerezza del ritmo, la profondità della parola che porta con sé il tempo e che nel tempo, nella lingua e nella coscienza prosegue il proprio viaggio. E la parola della poesia, della poesia che sarà offerta da questa collana, vuole provare ad essere anche una parola leale, una parola che tenta ancora di nominare le cose, il mondo, di ricostruire e rifondare un rapporto con il lettore.
Poesia che insegue il senso sfuggente, che corre verso un orizzonte forse irraggiungibile, ma ancora capace di orientarci. Poesia come uccello migratore, in grado di percorrere distanze incalcolabili e di unire con l’arco del proprio volo le cose più lontane, allargando lo sguardo. Che va lontano, ma sa anche tornare alla propria casa. Che sa illuminare la propria casa con la luce della distanza percorsa.

Dicendo queste cose, suggeriamo già non una linea precisa ma almeno una scelta di campo: perché il nostro campo sarà quello della poesia onesta e coraggiosa, e terremo a distanza tanto le scritture mestamente autoreferenziali e compiaciute quanto le soluzioni dettate dalla furbizia, che strizzano l’occhio al critico di turno o che si arroccano da troppo tempo su piccole posizioni di vero o presunto potere editoriale.

Cercheremo dunque di proporre buoni libri di autori veri; e lo faremo pubblicando tre titoli ogni anno. Uno di essi sarà sicuramente di un poeta d’oggi, giovane o meno giovane; un altro proporrà invece una delle non poche figure di maestri rimasti per qualche ragione in ombra, e che è necessario e urgente riscoprire. Il terzo titolo oscillerà a seconda delle circostanze tra le due polarità. Ogni volume della collana verrà accompagnato da una copertina allestita dall’artista Luca Mengoni, che è anche l’ideatore del logo.

Alla collana si accede per chiamata; le scelte sono in parte una logica continuazione del lavoro svolto con i «Quaderni di poesia», in parte basate sulla diretta conoscenza del panorama poetico nazionale. Per ovvie ragioni, non sarà possibile accogliere e considerare candidature non richieste, né intrattenere una corrispondenza se non con gli autori che verranno direttamente contattati.

Gli autori e le opere scelte verranno pertanto pubblicati e sostenuti con forza dall’editore, che esclude per principio di chiedere contributi finanziari agli autori, e che offre invece loro moderne e dignitose condizioni contrattuali.

Il direttore della collana collabora direttamente con Claudia Tarolo e con Marco Zapparoli; non si esclude in futuro la creazione di un piccolo gruppo di riflessione e progettazione culturale, in grado di sostenere meglio le scelte e i programmi.

Per il momento, possiamo già annunciare i titoli previsti per i primi due anni: nel 2016 verrà pubblicata un’ampia antologia dell’opera poetica di Anna Maria Carpi, seguita dalle raccolte di Paolo Lanaro, Rubrica degli inverni e di Gianluca D’Andrea, Transito all’ombra; nel 2017 rivedranno finalmente la luce, dopo più di mezzo secolo, i racconti lirici Un giorno della vita di Giorgio Orelli, che apriranno la strada al «romanzo in versi» Maiser, di Fabiano Alborghetti, e alla raccolta Il cane di Giacometti di Stefano Raimondi, secondo tassello della sua Trilogia dell’abbandono“.

Fabio Pusterla

 

 

 

AGGIUNTA VERSO LA FINE DEL PRIMO BIENNIO

«Le Ali» stanno per planare verso la fine del primo biennio di attività, e già sono pronte a continuare il loro volo, con un catalogo definito per i due prossimi anni e alcune idee già per il 2020. Nel frattempo, l’esperienza dei primi sei titoli ci ha aiutati a capire meglio ciò che stiamo facendo e ciò che vorremmo fare in futuro; soprattutto, ci ha permesso di capire che l’identità di questa collana sta nei concetti della ricerca e della scoperta.

La ricerca, da parte degli autori pubblicati, di nuove forme espressive, nel segno di una rifondazione della poesia e del suo rapporto con il mondo che è forse uno dei tratti maggiormente significativi delle esperienze poetiche da quarant’anni a questa parte. La scoperta, e in certi casi la riscoperta, da parte dei curatori di questa collana, di autori nuovi o dimenticati, che offrono ai lettori di poesia un gruppo di voci originali, importanti e variegate.

Una collana votata alla ricerca e alla scoperta deve, tuttavia, darsi delle regole; alcune le avevamo già messe a punto prima di iniziare, e un’altra si manifesta ora con evidenza: gli autori che pubblicano per «Le Ali» lo fanno una volta sola, con un libro di grande pregio che li segnala e li propone, che li fa scoprire o riscoprire. Forse qualcuno di questi autori potrà in futuro trovare casa presso la Marcos y Marcos, ma questo avverrà al di fuori di questa collana, e al di fuori della responsabilità del suo Direttore.

In questo modo, speriamo di preservare il carattere forte, indipendente e leale della collana; il suo porsi al servizio della poesia, e degli sforzi migliori che attorno alla scrittura poetica si vanno profondendo.

Siamo oggi lieti di annunciare gli autori del secondo biennio, 2018/2019: due eccezionali figure di “maestri in ombra”, Federico Hindermann (2018) e Luigi Di Ruscio (2019), e poi quattro autori in piena attività, molto diversi l’uno dall’altro, come Italo Testa e Fabrizio Bajec (2018), Alessandro Niero e Cristiano Poletti (2019).

Fabio Pusterla