JEFFREY
MOORE
Una catena di rose
pagine 400, euro 15,00
Canadese, Jeffrey Moore ha
vinto il Commonwealth Prize con questo suo romanzo di esordio.
Una catena di
rose sta per essere pubblicato in dieci paesi.
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Buffo, vitale, appassionato.
Superstizioso, paziente ascoltatore, imbranato.
È Jeremy Davenant, l'ultimo dei cavalieri di ventura. La sua forza? La sua
normalità. La capacità di convivere con le proprie debolezze, di accogliere
quelle altrui.
Il fatto è che Jeremy è completamente andato, partito, per quella che ritiene
la donna del destino, e sembra invece l'incarnazione della donna di picche:
Milena.
Metà indiana, metà zingara, intelligente e sovversiva, Milena appare selvatica
e irraggiungibile. Irraggiungibile?
Jeremy è convinto che la loro unione sia predestinata, profondamente voluta dal
fato. Lo dice anche la Pagina magica!
Un foglio strappato da un'enciclopedia, regalatogli molti anni prima da zio
Gerard (più che zio, patrigno... clandestino) durante un gioco a mosca cieca.
Fin dal primo giorno, Jeremy ha fatto di quella Pagina una bibbia, un talismano,
uno strumento di straordinaria importanza.
Sognando che esista un disegno nelle cose, sempre a caccia di premonizioni e
conferme, Jeremy ne legge e rilegge le voci: da Shakespeare a Shakuntala, dalla
cittadina ucraina di Shakhtyorsk al terribile Shaka...
Con i suoi tentennamenti, goffaggini, giochi di parole (e la complicità di quel
furbacchione di zio Gerard, che gli mette in mano una falsa laurea di origine
sudafricana) Jeremy ci infila spesso e volentieri nel mondo delle comiche.
Ci fa ridere la sua Montreal mistilingue, zeppa di etnie e di locali notturni
battuti da coglionazzi strafatti che si spacciano per artisti. Le sue lezioni
stiracchiate nella facoltà dagli alterni colleghi (calabroni saccenti, veterani
sordastri) e ... il suo avversario in amore: un cavolo di pallone gonfiato,
giornalista paladino delle cause trendy.
Possibile che un romanzo tanto sentimentale faccia ghignare tutto il
tempo? |