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Luisa
Carnielli Ervas |
Luisa
Carnielli nasce a Musile di Piave,
piccolo centro agricolo tra Venezia e Treviso, il 26 luglio 1957. La famiglia
materna, Cini: profughi montenegrini sbarcati a Venezia, molto bassi e molto
poveri, costretti a spedire i figli a parenti più fortunati, nell’entroterra.
Ma quando uno di loro entra in una stanza, è subito in grado di dire qual è l’ultimo
oggetto che è stato toccato, e da chi. La
famiglia paterna, Ervas: stirpe magiara, calata da generazioni sulle
nostre terre. Come sempre in campagna, da mangiare c’è. Eppure, nei periodi
più grigi, Luisa ricorda di essere andata, piccola piccola, per manina con
i fratelli, a mendicare cibo nei negozi. Al seguito di una zia dagli occhi
gialli, sempre con un libro e una sigaretta in
mano, tenuta a distanza in paese perché considerata un po’
strega. Una zia strega che racconta storie all’infinito, per la felicità dei
nipotini.
Di studiare a lungo non se ne parla. Per Luisa, si spalancano ben presto le
porte della fabbrica, un maglificio di quello che
non si chiamava ancora Nord-Est. Ne esce
diciassette anni dopo, per occuparsi della famiglia. Poi, a
quarant’anni, una gravidanza difficile la costringe al riposo: insieme alla
seconda figlia, Gaia, nasce La
lotteria, letta e riletta insieme
ai fratelli. È un romanzo che incanta,
meditano di mandarlo al Premio
Calvino,
quasi per scommessa. E in effetti, che possibilità
poteva avere? Tra i concorrenti c’era Paola Mastrocola,
ben nota nell’ambiente torinese.
Ma nella giuria del Calvino c’era Antonio
Moresco,
che, si sa, è persona dalle idee chiare e decise. E il poeta Bernard
Simeone, che purtroppo ci ha lasciato.
Per loro, il romanzo di Luisa Carnielli era di quelli che si aspettano da
sempre, che si è felici di trovare: nuovo, forte,
fuori da ogni schema. Isole del Nord,
sterminio di balene, una lotteria dei popoli che nasconde un gigantesco
imbroglio...
Moresco non ha esitazioni: La lotteria gli era parso il romanzo più
bello tra quelli pervenuti al Premio
Calvino, e tra i romanzi più belli
e originali in circolazione.
Così, quel premio Calvino 1999 lo vincono in
due, a pari merito: l’insegnante torinese ben
introdotta nel mondo delle lettere, e l’ex
operaia veneta fuori da tutti i giochi. Poi
le strade tornano a dividersi: Paola
Mastrocola trova immediatamente le porte
per la pubblicazione, Luisa Carnielli
aspetta telefonate che non arrivano. Infine
il dattiloscritto approda sulla nostra
scrivania, e
tocca a noi della marcos y marcos provare l’entusiasmo che si prova davanti
a una voce pura, a un romanzo autentico, fresco, leggero, pieno di umorismo
sottile e riflessioni sorprendenti sul ruolo del caso nella vita degli uomini,
sulla manipolazione da parte di chi controlla i giochi, sul rapporto tra vittima
e carnefice...
Come sempre, c’è stato del lavoro da fare: tagliare, cucire, limare, saldare,
rinforzare. La nostra bottega artigiana si
è messa all’opera, cullata dalle onde di un mare freddo e dal profumo di
licheni. Ora il libro è pronto, si
affaccia in libreria con la sua coda di balena in copertina.
Buon tuffo!
| Luisa
Carnielli LA LOTTERIA
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LUOGO: Kos, Rijng, Lowe, le altre isole dell’Arcipelago Lansbergis. E una bellissima città del continente tutta pietre, canali, sagome scure e piccoli pugni di luce. AZIONE:
indagine su un arcipelago al di sopra di ogni
sospetto. A partire da un delitto fresco fresco. RETROSCENA:
un tempo si cacciava la balena, ora
la vita e l’economia dell’isola sono dominati dalla
Lotteria dei popoli, gioco d’azzardo planetario che
coinvolge, a turno, i popoli della terra.
PERSONAGGI, PICCOLI E GRANDI OORT KOSH. Ispettore nano.
Bivacca in camere d’albergo con il
rospo Boltzmann, soffre d’insonnia. TENENTE VAN MORRISON. Personaggio radiofonico, idolo e modello dell’ispettore Kosh. Il tenente Van Morrison sarà alto almeno due metri, avrà una o due mascelle quadrate, corti capelli biondi che taglia ogni mattina e un vestito scuro, giacca ampia a due bottoni, grosse scarpe che non pulisce mai dal sangue dei delitti; pranza quando può e non sa cosa sia la colazione, il tempo libero, un libro di poesia, il tramonto. HILDE NOHLF. Ha rossi
capelli corti pettinati all’indietro,
labbra screpolate e occhi cerulei, gocce abbandonate
distrattamente da cieli d’inverno. |
Quando mia madre mi portò dai dottori perché commisi l’imprudenza di raccontarle che non mi crescevano i peli sul pube, i grandi specialisti che mi visitarono scoprirono che non si era sviluppato nemmeno l’imene". OB KOSH. Padre di Oort, suo
predecessore alla Omicidi. Ragazzone
gioviale cresciuto nuotando nelle
insenature fredde, si innamora della bella Mey
No, l’asiatica che tutti volevano. Ma il padre lo costringe
a cercarsi una moglie per bene, e a entrare in
polizia, come tutti i Kosh. MEY NO. Mey No la
puttana! rimbombava nella testa
di Kosh. Quante volte aveva fantasticato sulle sue
segrete virtù, sulla sua storia con papà Kosh, il grande
uomo che aveva avuto un figlio nano da una moglie
alta e risoluta e aveva cercato l’amore in lei, piccola
donna orientale, rubata ai bordelli. CURIEL KIPFFER. Mente e capo supremo del Ministero della Lotteria. Curiel Kipffer non è nemmeno iscritto nei registri anagrafici. Non ha compiuto alcuno studio nelle scuole dell’Arcipelago. Che sia un discreto musicista, come le dissi tempo fa, è solo un’illazione che circola e se ha fatto l’attore, ebbene non compare in nessuna delle opere teatrali rappresentate a Marieborg. Non è mai ricorso ad alcuna cura presso l’ospedale o ambulatori privati, né a interventi dentistici o estetici. Nessuna sartoria di Kos confeziona abiti per il signor Kipffer; nessun barbiere si reca da lui per un taglio di capelli. GORG HARALDSSON. Custode del
Museo dei cetacei, amico e confidente
dell’ispettore Kosh. |