|
Vian appartiene alla mia
giovinezza; ho letto La schiuma dei giorni quando avevo vent'anni.
Mi sembrò di aver incontrato un amico molto originale, un po' pazzo.
È una storia terribile, e quando la lessi mi sembrò stupefacente che uno
scrittore riuscisse a utilizzare così bene la poesia e la leggerezza del
meraviglioso per raccontare una vicenda assolutamente tragica.
Di solito si è colpiti dalla gratuità e dalla libertà della sua
scrittura, che introduce nella prosa l'universo della poesia. Per i miei
studenti, Vian è uno con una bella faccia tosta che non esita a prendersi
certe libertà con la lingua della letteratura. Lo considerano come un
tipo della loro età che rifiuta di piegarsi alla disciplina del tema in
classe. La scuola li ha sempre abituati alla razionalità, all'ordine,
alla precisione: Vian manda all'aria queste abitudini, e propone un
universo del tutto differente, pieno di follia e di poesia, di disordine e
di sorprese. In questo romanzo compaiono le passioni del suo autore: il
jazz, la buona cucina, ma anche l'amore, la follia della vita, la cultura.
Un libro così volontariamente poetico e fantastico è fatto di un atipico
diario personale, come se lo scrittore avesse raccontato la sua vita
attraverso questa storia sorprendente. Questo non è un piccolo romanzo
rosa o un libretto particolarmente ingenuo o divertente: Vian vi esprime
la sua volontà di andare contro corrente attraverso l'opposizione tra gli
affetti e la costrizione del sociale, innanzi tutto il lavoro; d'altra
parte, negli anni Sessanta non esisteva lo spettro della disoccupazione, e
si inneggiava alla liberazione del lavoro, cosa che oggi non avrebbe
senso. |
Vian indirizza la sua polemica
anche contro i diktat culturali e le scuole letterarie, in particolare
verso l'esistenzialismo, allora imperante: quando si ama una Chloe con una
ninfea nel polmone, ogni imposizione estetico-morale diventa
insopportabile. Ciò non significa che egli non fosse un uomo di cultura
attento alla società del suo tempo, ed era meno indifferente al successo
di quanto si creda, come confermano diversi aneddoti, ma nei suoi testi
prevale sempre la resistenza contro la corruzione del sociale e dei suoi
doveri, compresi quelli ufficiali della letteratura.
La schiuma dei giorni è ormai considerato un classico, si legge nelle
scuole, ma questo non implica necessariamente che perda la sua carica
sovversiva sul piano poetico, culturale e ideologico.
I libri sono sempre delle bombe a scoppio ritardato. Naturalmente, si può
decidere che un dato libro è sovversivo un certo anno, e allora tutti
staranno attenti. Ma poi il libro prosegue la sua vita e non sappiamo
quali lettori incontrerà né come verrà letto. Quindi la sua carica
esplosiva può essere riattivata molti anni dopo. È questo il bello della
letteratura, non si può legiferare sulla sua influenza, giacché non si
è mai certi di nulla. Nessuno può dire in coscienza quali effetti un
romanzo abbia avuto su di sé, sui propri comportamenti e sentimenti. I
libri cambiano la nostra vita, solo che non sappiamo né come né quando.
E ciò vale soprattutto per un romanzo come La schiuma dei giorni.
|