Boris Vian e il jazz
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Chi era Boris Vian? Fra mille altre cose, di sicuro un eccellente musicista.
Dal 1942 entrò a fare parte come trombettista della piccola orchestra di Claude
Abadie. Presto, al gruppetto si unirono anche i suoi fratelli: prima Alain, in
veste di batterista, poi Lelio, come chitarrista. Il jazz era la loro guerra di
resistenza, il grido di ribellione di ogni razza oppressa. I Vian, che si
definivano orgogliosamente marrons (gli schiavi neri fuggiti), guardavano con
venerazione allo stile di New Orleans, organizzavano festival di swing e furono
gli antesignani del be-bop. |
Gli anni dal ’45 al ’48 furono i
più intensi per il gruppo: in quel periodo parteciparono a numerose
jam-session, a concorsi internazionali di jazz e a svariati festival, vennero
festeggiati negli hot-club e vinsero numerosi premi. Poco dopo la fine della guerra, diversi personaggi del mondo del jazz
furono invitati a Villa Rotschild al Bois de Boulogne, all’epoca occupata
dagli americani. L’accesso al parco, ancora minato, non era consentito; “una
stecca” pensò tra sé Boris Vian “e sarebbero tutti saltati in aria”. |