UMBERTO
FIORI
La bella vista
128 pagine, 11,60 euro
Umberto Fiori è nato a
Sarzana nel 1949. Vive a Milano. Negli anni '70 ha fatto parte degli Stormy Six,
uno dei gruppi "storici" del rock italiano. È autore di saggi e
interventi critici sulla poesia, la canzone e il rock. Nel 1986 è uscito il suo
primo libro di poesie, Case (S. Marco dei Giustiniani), al quale sono
seguiti, per Marcos y Marcos, Esempi (1992), Chiarimenti (1995), Parlare
al muro (1996) e Tutti (1998). Numerose le traduzioni in varie lingue;
in volume due antologie personali, in inglese (Terminus, Dublino, 1998) e
in serbo (Govoriti zidu, Belgrado, 2001).
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La bella vista che dà il
titolo al libro è quella di un golfo "luccicante di poggi e onde"; è
l'aperta nudità, la "gioia perfetta". Il poemetto è un'invocazione a
questa "altissima visione che si nasconde / dentro gli occhi di tutti"
perché ci salvi dalle nostre pretese, perché ci insegni a mancare, a liberarci
dallo zelo delle etichette, dalla rissa dei nomi e dei cognomi. Alla fine, la
"bella forma del mondo" risponderà. La sua risposta, però, non sarà
affatto quella attesa e invocata.
Non molto più rassicuranti sono gli idoli che sfilano nella seconda
sezione della raccolta: i vigilantes che "non moriranno più", il
bambino ingigantito in eterno dal suo capriccio, la vipera che canta in mezzo al
sentiero. Nelle statue della terza parte prende figura uno dei motivi
centrali del libro: la tensione tra ciò che vive
e ciò che durerà, tra "l'ansia di questa luce, di questa data" e la
sua traccia nel tempo. Un segno, un sasso: ecco il bene che resta. È questo il
gioco che la statua, nel parco, fa col mondo. Si tratta di imparare
"l'altro bene", quello che si dovrebbe volere" a chi , stasera,
passa con noi sotto le piante con il peso del pane, del vino, della sua cena.
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