Antonio Machado, Federico García Lorca

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Biografia

Quando Antonio Machado morì, nella tasca del suo cappotto c’era un foglietto con il suo ultimo verso, dedicato alla sua infanzia in Andalusia:
Quei giorni azzurri e quel sole dell’infanzia 

Per tutta la vita, muovendosi da quei giorni azzurri,  Machado cercò la propria strada, spostandosi tra Siviglia, Madrid, Parigi e Barcellona; sempre sull’orlo di quello che considerava un pericoloso paradosso per un artista: amare la vita e odiare l’arte. A trentaquattro anni sposò una sua allieva quindicenne, Leonor Izquierdo: non fu un capriccio, ma il suo grande amore. Nel 1912, quando uscì la sua raccolta più famosa, Campos de Castilla, Leonor morì di tisi, appena diciassettenne. Machado sprofondò in una vita solitaria, fatta di passeggiate e letture. Perché l’amore sbocci di nuovo, servirà l’incontro con un’altra poetessa, Pilar Valderrama.
All’insorgere dei movimenti golpisti, Machado si schierò in favore della Repubblica. Nel ’39 fu costretto a fuggire a piedi, verso la Francia, abbandonando una valigia piena di versi, appunti e lettere.

Viandante, non c’è cammino, se non andando.

La strada di Federico García Lorca si interrompe all’alba del 19 agosto 1936, quando il poeta viene fucilato dai militanti del CEDA. La sua morte è ricordata da Machado, con cui condivideva le origini andaluse, ne Il delitto fu in Granada: A Federico García Lorca

Uccisero Federico
quando sorgeva il sole.

Il plotone assassino
non osò guardarlo in viso.

Il suo corpo viene gettato in una tomba senza nome. Ma questo gesto infamante non è bastato a mettere in ombra la figura del più importante poeta spagnolo del secolo scorso, capace di affrontare con successo le avanguardie europee, intimo amico Salvador Dalì e Luis Buñuel, dotato di un talento in in grado di spaziare tra prosa, teatro e soprattutto poesia:

Un libro di poesie
è un autunno morto:
i versi son le foglie
nere sulla bianca terra,
e la voce che li legge
è il soffio del vento
che li affonda nei cuori
intime distanze.

Al precipitare della situazione politica, Lorca rifiuta varie offerte di asilo da paesi stranieri. Nella sua ultima intervista, dichiara:
«Io sono uno Spagnolo integrale e mi sarebbe impossibile vivere fuori dai miei limiti geografici; però odio chi è Spagnolo per essere Spagnolo e nient’altro, io sono fratello di tutti e trovo esecrando l’uomo che si sacrifica per una idea nazionalista, astratta, per il solo fatto di amare la propria Patria con la benda sugli occhi. Canto la Spagna e la sento fino al midollo, ma prima viene che sono uomo del Mondo e fratello di tutti.»

Dei due autori Marcos y Marcos ha pubblicato la raccolta di poesie Non domandarmi nulla.