15
DIC
2015

Assaggiomarcos: il manoscritto di De Mille

Notizie, idee, curiosità

Il primo #AssaggioMarcos per mordere uno dei libri più croccanti dell’autunno, con le letture di Giulia Marziali.

LO STRANO MANOSCRITTO TROVATO IN UN CILINDRO DI RAME
di James De Mille

Barchette di carta. Tutto inizia con una gara di barchette di carta fra la “ciurma” annoiata del Falcon fermo a causa di bonaccia tra Madeira e le Canarie.
Cercando un punto che faccia traguardo per la regata, si accorgono di una strano oggetto galleggiante. Un semplice pezzo di legno? Il relitto di un veliero?
È ben sigillato e di un metallo non bene identificato perché ricoperto di melma e alghe.

Un messaggio misterioso

Emozionati, gli amici iniziano a leggere il manoscritto e a conoscere la storia incredibile di Adam More…
È il 1843. More è imbarcato sulla Treveylan con missione di portare i condannati nella terra di Van Diemen. Durante il viaggio di ritorno insieme al secondo ufficiale Agnew decide di sbarcare tra i ghiacci dell’Antartico. Una semplice caccia alle foche. Ma l’arrivo improvviso di una tempesta di neve gli impedisce il ritorno a bordo e li lascia soli su una piccola scialuppa tra le onde.

Andare avanti dunque, perché indietro non si può tornare. Più a Sud, verso il Polo.
Passa la notte e al risveglio il clima si fa più mite. Il panorama è cambiato.
All’improvviso Agnew lancia un grido: sulla riva opposta ci sono degli strani esseri umani.

Esseri dall’aspetto demoniaco che, nonostante i modi gentili e accoglienti, non convincono More. Agnew al contrario è ottimista e fiducioso.
Non passa molto tempo e la realtà è peggiore di quello che More si immagina.
L’unica speranza è fuggire in barca e abbandonarsi nuovamente alla corrente del mare.
Ma questo nuovo viaggio sembra portare la scialuppa sempre più giù, come come se una forza l’attirasse verso il centro della Terra.
L’attesa della morte e l’oscurità lo sfiancano e lo fanno cadere nel sonno.
Al risveglio, ritrova la luce che sembrava perduta per sempre.
Acque azzurre, montagne e un sole basso più grande del solito. Campi, vigneti, tracce di vita umana.Un mondo meraviglioso. E l’incontro con il suo popolo, i Kosekin. Uomini esili di corporatura, dai lineamenti dolci, ma con gli occhi semichiusi, come infastiditi dalla luce del sole.
Abitano in caverne profonde collegate da passaggi sotterranei, all’esterno cavalcano uccelli giganteschi. Tutto è straordinario ma l’attenzione di More è catturata da una creatura in particolare…

Almah è bellissima, e lui se ne innamora. Ma scopre presto che i kosekin hanno strane idee sull’amore, la luce, il benessere e la vita.