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gli alianti
208 pagine, 14,50 euro
isbn 978-88-7168-363-8
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cristiano cavina
Alla grande
Casola Valsenio, Romagna.
In viale Neri, in cima alla salita del viale delle Rimembranze, ci sono le case popolari.
Ci abitano il Mago Mammola, con le gambette arrossate e piene di lividi; e Mone, che non vuole che lo guardi quando scende le scale.
E Noemi la matta, che le porta da mangiare la panda dell’assistenza sociale.
Ci abita soprattutto Bastiano Casaccia, detto anche Bla.
Di babbo si sa poco o nulla, mamma è una tigre che nasconde un agnello, nonna e la gatta giocano a fare i soprammobili.
Una peste, Bastiano: un dolce pirata, un po’ ingenuo ma pieno di grinta, e leale.
Pensieri limpidi, quelli di Bastiano, ma il cuore batte per le malefatte di zio Paolo, fuggito in Germania dopo un clamoroso furto di pellicce.
Sfreccia per il paese con la bicicletta - la sua Turboberta - come cavalcasse una pallottola.
E stupirà tutti, di questo è sicuro, costruendo un favoloso sommergibile, alla faccia di Mirko Contoli, piagnone e riccastro rivale in amore.
Ma nel mondo grandioso e avvincente di Bastiano si nasconde un’insidia.
Qualcosa nascosto dentro di lui.
Un ostacolo oscuro, un nemico assoluto che occorre affrontare.

Avevamo pensato che potevamo costruirci un sommergibile con il bidone del rusco piantato davanti alla chiesa, che era il più grande del paese, ma una volta fatte le misure era saltato fuori che non ci si stava neanche morti”
Cristiano Cavina è nato a Casola Valsenio, in provincia di Ravenna, nel 1974. Cresce con la mamma e i nonni materni in “un appartamento striminzito” delle case popolari: traboccante di energia “catastrofica”, si sfianca sul campo di calcio, macina chilometri in bicicletta. Ascoltando i racconti nei bar, sviluppa una passione viscerale per le storie: i libri diventano presto la sua seconda casa. Senza esagerare con gli studi e lavorando dove capita, comincia a sua volta a raccontare. Vince qualche concorso letterario; nel 2002 pubblica il primo romanzo, Alla grande, Premio Tondelli 2006, amato al punto da essere letto e messo in scena nei teatri e nelle scuole di tutta Italia e adottato da un intero paese del Piemonte nell’ambito dell’iniziativa “Volvera legge Alla grande: un libro in comune”. Dopo Nel paese di Tolintesàc (2005) piccolo grande bestseller felliniano, e Un’ultima stagione da esordienti, epica comica e commovente dell’adolescenza, possiamo dirlo forte: a Casola Valsenio c’è uno scrittore vero, una delle rivelazioni più sorprendenti della nuova narrativa italiana.
“Mi fu concesso di salire sulla Fiat Uno dei carabinieri. Ma non mi venne di gonfiare il petto, né riuscii a immaginarmi mentre lo raccontavo a scuola. Guidava il Maresciallo in persona”.
“Tutti mi urlavano dietro, e picchiavano i pugni sui finestrini.
Non sentivo cosa dicevano, perchè l’Arci mi tappava le orecchie con le mani.
Gli afferrai i polsi per allentare la presa, ma quando arrivammo in parrocchia, anch’io spingevo per non sentire niente.
Il Maresciallo non scese nemmeno dalla macchina.
Ci scaricò nel cortile della parrocchia”.
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