Massimo
Citi
LibriNuovi
settembre 2007
L'autore, Dale Furutani, è un cittadino
americano, giapponese soltanto d'origine. E, come tutti i giapponesi
cresciuti negli Stati Uniti negli anni immediatamente successivi alla
Seconda Guerra mondiale ha avuto parecchi problemi di integrazione e
intolleranza. Risolti brillantemente, se si tiene conto che è attualmente
uno dei Capi Divisione della Nissan USA.
L'ambientazione nel Giappone dello Shogunato Tokugawa, lo «Yamato» di
samurai, rônin, monaci e guerrieri è divenuta una sottocategoria
narrativa che, grazie alla potente suggestione di luoghi, costumi e
visione del mondo, continua a godere del favore di una quota non piccola
di lettori. A distinguere il libro di Furutani dagli altri, spesso di
autore non giapponese, la raffinata accuratezza nella descrizione del
mondo rurale nipponico, la ricchezza di riferimenti alla cultura e alla
sensibilità del periodo – una ricchezza mai ostentata quanto piuttosto
abilmente inscritta nel plot e nei dialoghi – e il tono divertito e
divertente con il quale conduce la vicenda, un giallo ante litteram
piuttosto che, come spesso accade in omaggio alle attese dei lettori, una
fosca vicenda di onore e morte.
A
Matsuyama Kaze, samurai divenuto rônin, ossia un guerriero alla
ricerca di ingaggio, accade di trovarsi sul luogo di un omicidio.
|
Per il
magistrato locale e per il signore del piccolo feudo la pratica può
essere archiviata previa l'esecuzione del carbonaio Jiro, casualmente
presente sul luogo del delitto, ma Kaze, guidato dall'intelligenza e dalla
capacità di osservazione, non crede alla troppo facile colpevolezza del
povero Jiro e si concede una parentesi dalla misteriosa missione che lo
sta conducendo attraverso il Giappone per salvare il carbonaio e trovare
il vero colpevole.
Buon ritmo, parentesi divertenti – in qualche caso decisamente spassose
, dialoghi brillanti inframmezzati da osservazioni acute e penetranti sono
il tessuto del quale è intrecciato il romanzo, difficile da abbandonare
una volta iniziato. Particolarmente piacevoli, per chi ha avuto occasione
di leggere il Genji di Dama Murasaki Shikibu, i numerosi e
affettuosi riferimenti al classico della letteratura nipponica, tanto
abilmente condotti, comunque, da non infastidire il lettore che non lo
conosca.
Agguato all'incrocio è il
primo volume di una trilogia che ha per protagonista Matsuyama Kaze. Non
mi resta che augurarmi che l'editore si affretti a pubblicare anche gli
altri due volumi.
|
Gabriele
La Porta
Astra
agosto 2007
L’arte del samurai investigatore
Quando il racconto è superiore non teme confronti. Non c’è cinema, non
c’è spettacolo, non c’è tecnologia che tenga. E’ il racconto che,
come diceva Stevenson, ti strappa a te stesso, ti trascina con sé e ti
riconsegna tramortito alla tua individualità. Non ci credete? Provate a
leggere Agguato all’incrocio,
di Dale Furutani, che non esiterei a eleggere (almeno finora) romanzo
dell’anno.
L’autore è nato in Giappone, emigrato alle Hawaii ancora lattante e qui
adottato da
una famiglia californiana. E’ forse questa mescola di
culture e di sensibilità che gli consente
di accedere a un livello superiore di scrittura, dove tutto scorre, tutto
quadra, tutto è leggero come un petalo di fiore e profondo come un pozzo.
|
Qui, classicamente, ci sono un omicidio (un uomo ucciso con una freccia) e
un investigatore che cerca di scoprire il colpevole. Ma – meno
classicamente – l’investigatore è un samurai, Matsuyama Kaze, che
gira il Giappone in cerca della figlia del suo ex padrone. La sua è
un’indagine dello spazio e dell’anima, un viaggio fra brutti incontri,
un esercizio di abilità da funambolo, in bilico tra spiritualità e
confronto fisico, tra azione e contemplazione da film di arti marziali. Un
pastiche geniale, un vortice di suggestioni culturali che rapisce il
lettore: Agguato all’incrocio ti inganna con la semplicità dello stile e
solo alla fine ti rendi conto che una lettura non basta e sarebbe bello
ricominciare da capo. |
Maurizio
Papini
Panorama
luglio 2007
Samurai detective
Un villaggio montano nel Giappone del ‘600. Un signorotto di costose
abitudini, contadini, un carbonaio, una casa da tè, briganti, piccoli
notabili goffi e corrotti, una prostituta. E un cadavere all’incrocio di
quattro strade. Delitto misterioso che Kaze, samurai di passaggio, decide
di risolvere. Una storia narrata con grazia e humour. E un Giappone
insolito: umile e ruspante, ma anche pieno di natura, fantasmi, creature
misteriose, spiritualità e saggezza. L’autore è un manager della
Nissan Usa. Giapponese di nascita, ma cresciuto in una famiglia
californiana.
|
Samuele
Galassi
Riflessi
giugno 2007
Nel Giappone del XVII secolo un povero
carbonaio, Jiro, viene accusato dal signore del luogo e dal magistrato
dell'omicidio di un forestiero, trafitto alle spalle da una freccia.
Matsuyama Kaze, samurai-detective, decide di indagare per fare luce sul
delitto e salvare dalla crocifissione il carbonaio.
Un romanzo avvincente, dalla scrittura elegante e vellutata, incisiva come
un haiku e intrisa di spiritualità shintoista.
|
Antonella
Fiori
D la Repubblica delle Donne
maggio 2007
Il samurai venuto dal presente
Originario dell'isola di Oshima, a sud di
Hiroshima, classe 1946, cresciuto alle Hawaii dove era approdato da
piccolo, adottato da un americano esperto di marketing e sistemi
informativi, Dale Furutani oggi è direttore della divisione IT della
Nissan Motors Usa.
Insomma, uno scrittore che più postmoderno non si potrebbe immaginare,
autore di una singolare trilogia ambientata nell'era degli Shogun, di cui
questo Agguato all'incrocio è
il primo capitolo.
Nel romanzo, ambientato nel Giappone del 1603, protagonista è il samurai Matsuyama
Kaze ("ventata d'aria fresca"), che ha come dote principale la
lealtà e la capacità di essere preveggente.
|
Si parte dal classico
ritrovamento del cadavere - un uomo trafitto a morte da una freccia
all'incrocio di quattro strade - per narrare di un delitto di cui a
nessuno importa scoprire l'autore, e del quale viene incolpato un
carbonaio. Sia il signore del luogo, Manase, sia il magistrato incaricato
del caso, Nagato, entrambi corrotti da sesso e denaro, fanno melina,
deviano dalla verità.
Kaze, samurai in viaggio per ritrovare una bambina di nove anni scomparsa,
figlia dei suoi signori e padroni trucidati dai killer dello shogun che ha
appena preso il potere, interrompe la sua missione principale per
indagare. E per scoprire il colpevole entra nella tana del lupo di Manase.
La forza della narrazione è l'essere sorretta dalla quiete del
protagonista, che compie azioni rapide, eleganti grazie alla spiritualità
shintoista regalando al lettore umorismo, suspense e anche tensione
morale. |
Edyth
Cristofaro
www.martelive.it
17 giugno 2009
Devo dire che, per motivi del tutto irrazionali,
ho un'enorme passione per i libri "a puntate": mi sembra di
vivere l'avventura più a lungo, proprio come se si trattasse di un pezzo
di vita vissuta e raccontata. Scherzo del destino mi sono imbattuta questa
volta in una trilogia davvero fuori dagli schemi: sia da quelli
occidentali che da quelli storici.
Dale Furutani, giapponese di
nascita e americano d'adozione, porta all'attenzione del pubblico la
cultura del Sol Levante che solo in rare occasioni ha trovato una cassa di
risonanza in Occidente, legata, spesso, alle discipline meditative o delle
arti marziali. In questo primo romanzo della serie dedicata al primo
Samurai detective della storia della letteratura mondiale, Matsuyama Kaze,
ritroviamo molto di ciò che per cultura e tradizione è collegato al
Giappone: la storia, il rispetto delle tradizioni e delle convenzioni, ma
anche la filosofia che spinge a determinati comportamenti piuttosto che ad
altri.
Agguato all'incrocio è un libro che alterna le descrizioni della
bellezza della natura al racconto della tradizionale danza/teatro Noh,
genere perfezionato circa 600 anni fa le cui radici affondano nel mito. Al
canto e alla danza, propri di questa disciplina, si attribuisce il potere
di influire sul corso delle stagioni, di riportare alla luce le
energie nascoste, di propiziare gli dei. Nato da riti agrari e feste
stagionali, il Noh è una combinazione di canto, danza, poesia,
musica di percussioni e flauto, in cui l'attore principale spesso porta la
maschera.
Ma Agguato all'incrocio è anche la presentazione dei folgoranti
Haiku, componimenti poetici di tre versi, poesia di concentrazione che
fotografa un momento di vita o di morte con le sue emozioni ed i suoi
insegnamenti, ed un romanzo giallo d'azione, con tanto di delitti, false
piste, assassini e moventi.
|
L'ambientazione è quella del Giappone di
Shogunato Tokugawa in cui ritroviamo samurai, rônin, monaci e guerrieri,
il tutto condito dalla raffinata accuratezza nella descrizione del mondo
rurale nipponico, la ricchezza di riferimenti alla cultura e alla
sensibilità del periodo.
Matsuyama Kaze, samurai divenuto rônin, ossia un guerriero alla ricerca
di ingaggio, si ritrova sul luogo di un omicidio avvenuto per mezzo di una
freccia piuttosto elaborata. Per il magistrato locale, Nagato, e per il
signore del piccolo feudo, Manase, la pratica può essere archiviata
previa l'esecuzione del carbonaio Jiro, casualmente presente sul luogo del
delitto, ma Kaze, guidato dall'intelligenza e dalla capacità di
osservazione, non crede alla troppo facile colpevolezza del povero uomo e
si concede una parentesi dalla misteriosa missione che lo sta conducendo
attraverso il Giappone per salvare il carbonaio e trovare il vero
colpevole, cosa che, immancabilmente, com'è scritto nella teoria dei più
grandi giallisti mondiali, accadrà solo nelle ultime pagine.
La trama è a tratti divertente e piacevole, ma sempre ben ritmata:
l'intreccio "tiene sulla corda" il lettore con osservazioni
acute, intelligenti mescolate sapientemente ai piacevoli e numerosi
inframmezzi che fanno riferimento al classico della letteratura nipponica,
il Genji di Dama Murasaki Shikibu.
L'abilità di Furutani è di mescolare sapientemente le culture che gli
appartengono e di farle diventare deduzioni logiche: in alcuni momenti il
protagonista, ci sembra uscito nientemeno che da una puntata di C.S.I., ma
sempre con una eleganza ed un fare filosofico molto orientale che
affascina e seduce. Umorismo e suspence quanto basta, almeno fino al
prossimo romanzo della trilogia... alla prossima settimana! |