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Camilla
Gibb
Acqua in bocca
224 pagine € 13,50
traduzione di Lucia Feoli
"Ma papà non era un
granché, per i compiti.
Voleva sempre trasformarli in
un gioco, mentre io li
prendevo molto seriamente.
Voleva sempre fare la maestra,
e quando io protestavo e
dicevo – Ma la signorina
Kelly non fa così’ – lui
rispondeva:
– Le lezioni della signorina
Kelly sono finite, per oggi.
Ci sono cose che solo tuo padre
può insegnarti".
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Thelma è nata da una coppia
male assortita.
La madre pensa solo a se stessa, è distratta, sempre a caccia di
avventure.
Il padre fatica ad affermarsi sul lavoro, farnetica a proposito di
fantomatiche invenzioni, si sente trascurato dalla
moglie e alimenta pensieri perversi nei confronti della figlia.
Con l’inganno, spacciandolo per gioco, comincia ad abusare di lei.
Thelma subisce, e si difende inventandosi alcune amiche fantastiche, da
cui non si separa mai: Heroin, Ginniger
e Jannawee.
Poi, quasi senza volerlo, finisce per confidarsi con una zia.
La madre è incredula, il padre nega. Decidono di lasciare l’Inghilterra,
di ripartire da zero.
Di cominciare una nuova vita, in Canada. Ma anche lì, il gioco perverso
ricompare, e il padre viene allontanato dalla
famiglia.
Thelma, fragile e spaventata, – si vede come un "insetto
stecco" – ossessionata da immagini disgustose, scopre nello
studio un terreno sicuro, totalmente suo, su cui far base. Si iscrive a
Legge, si diploma, incredula, con
lode, e infine ottiene una borsa di studio che le permette di
perfezionarsi a Cambridge. Ma il confronto con
i demoni della propria infanzia è ben lontano dalla fine: il suo è un
cammino difficile e tortuoso. Anche quando
nella sua vita si affaccia l’amore, lasciarsi andare le sembra
impossibile…
Acqua in bocca è
un romanzo che brucia, ma è anche un profondo atto di fede nella ragione,
nella capacità delle parole,
appunto, di rifondare un mondo. Ed è pieno di un’ironia dolce, amabile,
tutt’altro che di casa quando si
affrontano temi così delicati.

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