CASTLE FREEMAN
Via con me
Go With Me
Lillian è alta e attraente, ha capelli morbidi fino alle chiappe, è molto tosta ma anche molto terrorizzata. Cerca qualcuno che stia con lei, che la protegga da Blackway.
Blackway è un bastardo che 'significa rogne': le ha sgozzato la gatta, le ha fracassato la macchina, la terrorizza in tutti i modi. Wingate, lo sceriffo, se ne lava le mani.
Per fortuna c'è Whizzer, un tizio diroccato come la sua segheria, solista di un coro di sciroccati che sbevazzano e spettegolano. La affida a due angeli custodi: Lester, l'uomo dei trucchi, e Nate il Grande, un gigante in tutti sensi.
Ma perché Blackway perseguita Lillian? Qualcuno dice che 'quella presuntuosa gli ha rovinato il giochetto'. E perché Kevin, ex ganzo di Lillian, 'uno di quegli intelligentoni che credon che tutti gli altri siano coglioni', con una fedina penale lunga cento pagine, 'ha menato le tolle', ha preso il volo? Perché Blackway fa tanta paura?
Un viaggio breve e bruciante nel regno del male, del bello, del vuoto. Via con me è uno dei romanzi americani più amati e imitati degli ultimi anni.Oprah, Publisher's Weekley, Washington Post definiscono questo libro un gioiello,paragonano Castle Freeman a Cormac McCarthy e a David Mamet.
Per noi, Freeman è semplicemente uno dei nuovi, grandi maestri della narrativa di oggi.
Via con me è teso come l'aria fredda e rapido come un giaguaro: mai una parola di troppo. Dialoghi da Oscar, ritmo alle stelle.
E ha una voce italiana con i fiocchi, uno scrittore di grandi dialoghi: Daniele Benati.
Castle Freeman ha sempre amato la brevità. Saggi lampo, racconti lunghi un soffio, quattro romanzi sotto le duecento pagine. La sua rubrica radiofonica – "The Farmer's Calendar" – un almanacco dedicato agli agricoltori, dura due minuti. Nella sua casetta di legno di colore rosso acceso, nel Vermont, Freeman preferisce scrivere, riscrivere e limare finché di un testo non rimangono che le parole essenziali. Ama i classici: legge e rilegge Twain, Joyce, Faulkner. Ha dichiarato che Via con me si ispira a La morte di Artù di Thomas Malory.




