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Il Gazzettino, 11
dicembre 2006 |
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Sono quattro i libri gialli, thriller e polizieschi, che hanno come palcoscenico dell’azione Treviso.
Treviso diventa capitale del giallo e del noir, scoprendosi marchio di fabbrica per un genere intrigante che fa da contr’altare a un’atmosfera provinciale, tutta esteriore, di godereccia e rasserenante quiete.
A tessere le fila di romanzi noir, ma anche di polizieschi dove non mancano pennellate a tinte forti, quattro diversi scrittori (anzi cinque se si conta la coppia di autori) che hanno dato alle stampe, in tempi ravvicinati, thriller tutti ambientati nella Marca.
Case dell’altro mondo, il racconto dell’architetto trevigiano Giuseppe “Bepi” Davanzo, è ambientato in una casa di riposo di Castelfranco Veneto, progettata dall’autore stesso: architettura e letteratura si incrociano e si compenetrano in uno sforzo comune di denuncia sociale.
La parte fredda dell’inferno di Fulvio Luna Romero, trevigiano doc e bancario a Montebelluna, descrive Treviso nei minimi dettagli con nomi di vie, quartieri, luoghi che tutti i trevisani conoscono, dipingendo la città con grandissima cura, ma anche a tinte noir.
Commesse di Treviso è un giallo edito da Marcos y Marcos, e scritto a quattro mani da due fratelli, Luisa Carnielli Ervas, per sedici anni operaia tessile e poi ex commessa, e dal fratello Fulvio Ervas, insegnante di scienze naturali. E’ un libro zeppo di riferimenti cittadini. Si entra da subito nell’allarmato clima della città di provincia alla vigilia delle feste natalizie che vede però le commesse dei negozi del centro mira di un misterioso maniaco che lascia come segno distintivo un bacio perugina. Il povero ispettore Stucky, italianissimo nonostante il cognome, e colpito dalla recente scomparsa di un collega, si trova costretto ad indagare in un ambiente forse un po’ troppo effimero e femminile per i suoi gusti. C’è la vittima, una splendida ragazza dalla pelle bruna, commessa in un negozio di abbigliamento, c’è un curioso detective tirolese, c’è un poliziotto napoletano. E una piccola galleria di ritratti trevigiani, molto verosimili, calati in un’atmosfera soddisfatta e rilassata, mai caustica o polemica, della provincia trevigiana.
Alla vicenda che vede protagoniste le non troppo innocenti commesse, si alterna quella grottesca e non proprio surreale dell’intraprendente Pierini che trasforma la sua cava in una discarica a gestione familiare.
Il grande ispiratore di questa smania di gialli e thriller, anche se il suo libro è stato pubblicato un anno fa, è l’affermato scrittore americano John Grisham con Il broker. Il protagonista, dopo varie vicissitudini, fa la sua comparsa ad Aviano, in Friuli, e da qui discende verso Treviso. Grisham descrive molto attentamente il percorso attraverso le autostrade, gli svincoli ed i viali della città. La storia cittadina, poi, si svolge con dovizia di particolari, arrivando a citare nomi di alberghi e ristoranti, e segnalando piazze e vie del centro dove “il broker” osserva il modo di vestire e di atteggiarsi dei trevisani che incontra.Tratto dall’articolo di Valeria Lipparini