Non è difficile immaginarsi Michael Zadoorian in giro con la fidanzata Rita per
Detroit – dove è nato una quarantina d’anni fa – con in mano un vaso art déco, otto portatovaglioli in bachelite, un sacchetto pieno di smalti & cornici da sistemare. Di certo, nel bungalow del 1937 dove vivono non c’è più spazio per nulla. Il loro gattone dal pelo rosso fuoco ha fatto domanda di
trasferimento.
Pubblicato nel 2000, Second Hand ha avuto un
clamoroso successo negli USA. Ne hanno parlato con entusiasmo Elmore Leonard, il
«New York Times», «Publishers Weekly» e «Kirkus Review». Michael è diventato quasi un guru fra i “Junkers”, i fanatici del collezionismo. Il tema del riuso è sempre più attuale e importante, e i lettori e rilettori di Second Hand sono in costante
aumento.
Mentre tutto il mondo è a caccia di novità ipertrendy e ipertecno, Richard è a caccia di cose “già vissute”, che qualcuno non vuole più. Le fiuta, le scova, le vende, con l’entusiasmo di chi ha appena scoperto la luna. Uno stereo quadrifonico a otto
piste. Una tuta da bowling anni Cinquanta. Un fermatovagliolo a forma di
Cascate del Niagara. Nella sua vita, per il resto, non accade molto.
Poi, di colpo, accade tutto. Muore la madre: manco a farlo apposta, gli lascia
una montagna di oggetti e un pacchetto di foto
scattate dal padre che gli fanno cambiare radicalmente idea sui genitori. E nel
Satori Junk, il suo negozio, si materializza una ragazza meravigliosa, una vera
e propria “dea del riuso”: Theresa.
Per lavoro e per missione, lei recupera animali abbandonati e li accoglie in un
rifugio. Ma il rifugio è strapieno, nessuno li adotta, e lei è costretta, con profondo dolore, a “eliminarli”.
Richard è il romanticismo in persona, ma facilmente si imbozzola nel suo mondo di
oggetti. Theresa è bizzosa, umorale, eterna indecisa...
Giornate di miele si alternano a fasi di pura tempesta: se ne vedranno di tutti
i colori.
Second Hand è classificato a quattro stelle e 1/2 dai lettori di Amazon.com.