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Carta_Nori


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FULVIO ERVAS
Se ti abbraccio non aver paura


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di Franco e Andrea


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Diritti_Ritorno_CopertinaUn mattino senza scuola, Fulvio Ervas guarda scorrere il mondo dal tavolino di un bar.
"Ehi, tu scrittore" lo apostrofa un tipo con occhi da Richard Gere "ho una storia per te. Sei uno scrittore, vero? Mi han detto che sei uno scrittore, e di quelli bravi". "Sì" risponde Fulvio incerto "scrivo storie di fantasia".
"Allora ascoltami" dice l'uomo, che nel frattempo ha detto di chiamarsi Franco e ha ordinato uno spritz, "perché la storia che voglio raccontarti ha la forza della vita vera e la bellezza di un sogno".
Comincia così un dialogo durato un anno intero, sotto la pergola dell'uva fragola, sul divano di casa Ervas. Franco racconta di Andrea, della loro avventura attraverso le Americhe.
Fulvio è incantato dalla sua energia, dal coraggio di quel padre che ama disperatamente suo figlio e vuole regalargli a ogni costo tutta la vita che può, tutta la bellezza che può: in barba a quell'autismo maledetto.
Un giorno anche Andrea entra in giardino, con i suoi delicati saltelli sulle punte, con la sua smania di abbracciarti, di toccarti la pancia, di dirti 'bella', 'bello'.
E la sua mano percepisce in un istante come stai veramente.
La mente di Fulvio parte, elabora immagini, corre con quell'Harley Davidson su strade a perdita d'occhio. Segue la danza di Andrea, che sembra sempre sul punto di spiccare il volo. Trasforma il racconto di Franco in un romanzo che affonda nel cuore e fa decollare le emozioni.

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"Io e Andrea attraverseremo tutte le Americhe possibili e immaginabili: due o tre, quelle che incontreremo. Ce ne andremo a zonzo, come esploratori."
Il nuovo romanzo di Fulvio Ervas affronta un tema di grande impatto: la vita con un figlio 'diverso'. Lo fa con slancio e umorismo.
"Credo che il viaggio che vorrei fare con Andrea sia una sfida nella sfida, siamo in movimento, non aspettiamo che la vita ci scarichi a una fermata."
Narrando l'avventura di Franco e Andrea tra deserti, foreste e città, Se ti abbraccio non aver paura parla di alchimie amorose, trappole nascoste dietro uno sguardo, sogni degni di una vita intera. Della forza dirompente dell'abbraccio di Andrea.

 

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"Per certi viaggi non si parte mai quando si parte. Si parte prima. A volte molto prima. Bastano poche, piccole parole: suo figlio probabilmente è autistico."