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vian Lo Strappacuore |
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Terra,
agosto 2009
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Bruno
Quaranta LaStampa-Tuttolibri 4 luglio 2009 Il caso volle che Boris Vian, giovanissimo, aveva appena trentanove anni, se ne andasse nel 1959, mentre stava arrivando sugli schermi la felliniana "Dolce vita". Ossia l'esistenzialismo che - lo si può intendere pure così - veniva alla luce, fuoriusciva dalle cave. Una memorabile stagione, una festa mobile hemingwayana, quella Parigi, "salvata" in un album di favolose immagini (e parole). Marcos y Marcos, nell'anniversario della scomparsa, rende un ulteriore omaggio all'estravagante anima francese, ingegneresca, jazzistica, letteraria, patafisica, chandleriana (le si deve il traghettamento di Marlowe lungo la Senna). Dopo "La schiuma dei giorni", "Sputerò sulle vostre tombe", "Il lupo mannaro", ecco riproposto "Lo strappacuore" (Traduzione di Gianni Turchetta), tre edipici gemelli, un'eco di "Célibataires" alla Montherlant. "Crachand" e "arrachand", Boris Vian s'en va, con il suo straordinario bagaglio, "sincopato" da Queneau: "Boris Vian ha suonato la trombina come nessun altro, ma non è tutto...Boris Vian ha difeso anche il be-bop, ma non è tutto...Boris Vian ha scritto alcuni bei libri, strani e patetici, ma non è tutto...Perché tutto questo non è ancora niente: Boris Vian si prepara a diventare Boris Vian". |
Terra agosto 2009 Un genio ribelle come non ne nascono molti in un secolo. Poeta, cantante, scrittore di testi crudeli, visionari, sferzanti come "Tango dei macellai" in cui se la prendeva con i mercanti di armi. Ma anche di appassionati poemi per donne belle e impossibili. Cinquant'anni fa, all'inizio dell'estate, moriva Boris Vian, a soli 39 anni. Per non aver voluto fare quella vita moderata, tiepida e compassata a cui lo condannava la sua malattia di cuore. Vian non accettava di regolare i suoi ritmi di vita e soprattutto le sue passioni all'orgoglio del calcolo e della prudenza, di una vita dimidiata. Le passioni forti erano il suo pane. Mentre detestava con tutto se stesso la violenza e la distruzione. Per questo era antimilitarista, antinucleare e antiborghese. E amava gli artisti, da Chandler (che tradusse), a Miles Davis e a Juliette Greco, con i quali divise serate di vita e di note. A mezzo secolo dalla sua prematura scomparsa la casa editrice Marcos y Marcos lo ricorda pubblicando "Lo Strappacuore", un tuffo nel bizzarro mondo di tre gemelli che cercano di sopravvivere a una madre soffocante, nello scenario di una casa-mondo-inferno in cui è precipitato anche Dio, che ha messo in vendita i suoi favori al miglior offerente. Come sempre in Vian, un mondo dove non c'è redenzione. Se non per chi sa amare molto. |
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