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Monica
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Sara
Camaiora mangialibri.com gennaio 2010 Boston. Due giovani studiosi, Leela e Mishka, due passioni, la matematica e la musica, una storia d’amore profonda, sensuale e intensissima. Il loro primo incontro è casuale, avviene nel tunnel della metro, dove Mishka è solito suonare il suo violino e Leela compiere il suo tragitto di ritorno a casa; un rapido scambio di sguardi e parole e Mishka si ritrova a casa di Leela, entrambi travolti da un irrefrenabile sentimento che li condurrà di lì a poco a non poter far a meno l’uno dell’altra. Leela è una donna passionale e selvaggia, fuggita da un nucleo familiare bigotto e da un paesino in cui le sue bramosie d’indipendenza e la sua libertina e lasciva condotta avevano lasciato un nitido ricordo, soprattutto nei suoi coetanei di sesso maschile. Del passato di Mishka invece si sa poco: nato in Australia, figlio di un musicista libanese che abbandonò sua madre prima della sua venuta al mondo. Nell’appartamento di Leela i due iniziano a vivere insieme, condividendo l’amore, la musica e reciproci turbamenti. Ma nella coppia rimane qualcosa di non detto, di non spiegato: il lato oscuro di Mishka, i suoi incubi, i suoi silenzi, le sue fughe. Nel frattempo a Boston attentati terroristici di nuclei fondamentalisti islamici seminano terrore e morte: a ogni scena di massacro corrisponde una sparizione di Mishka, prima ore, poi notti intere, poi giornate e giornate. Dove andrà Mishka? Cos’è che lo inquieta talmente tanto da costringerlo a mentire alla donna amata? La situazione, da poco chiara, diventa pericolosa: Leela viene sequestrata e sottoposta a un fitto interrogatorio, la sparizione di Mishka è sempre più lunga. A infittire il mistero contribuisce l’identità inaspettata del crudele agente segreto occupatosi dell’interrogatorio di Leela, nientemeno che Cobb Slaughter, primo grande amore della ragazza…
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Attualità, musica e sentimenti sono al centro del romanzo di Janette Turner Hospital, australiana errante, originaria del Queensland ma da quest’ultimo perennemente in fuga, vuoi per indole personale, vuoi per la necessità di abbandonare una famiglia ossessionata dalla religione - e qui le analogie con Leela si sprecano. Orfeo perduto rovescia lo storico mito del cantore Orfeo, disposto a recuperare la compagna Euridice nelle profondità degli inferi; questa volta è la donna amata a compiere un pericoloso viaggio alla ricerca del suo musicista e l’Ade mitologico è sostituito dalle crudamente reali prigioni irachene. Non solo guerra e terrorismo cuciono la trama di questo avvincente romanzo ma anche storie d’amore parossistiche e dolorose: al centro c’è Leela, intorno a lei gli uomini che ha amato più di tutti e che l’hanno ricambiata in maniera strana, personale, a volte crudele, ma ugualmente intensa. Sono come quei grandi amori caratterizzati da un’ambigua e frustrante sensazione per cui i sentimenti più forti non bastano a rendere felici gli amanti in questione: un duro gioco in cui qualcosa si ottiene e qualcosa si perde. Chi e cosa perderà Leela, chi vincerà, chi sopravviverà è tutto da scoprire. |
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Marilia
Piccone wuz.it novembre 2009 È affascinante il mito di Orfeo. Orfeo ama Euridice. Quando lei muore, Orfeo si dispera, non può vivere senza di lei. Scende negli inferi, facendosi strada con la musica incantatrice della sua cetra. Ottiene di poter riportare Euridice con sé nel mondo dei vivi, ma a un patto: non dovrà mai girarsi indietro. E invece Orfeo si gira: teme di essere stato ingannato, ha paura che ci sia qualcun altro dietro di lui, o nessuno. E perde Euridice per sempre. Sarebbero molti i temi su cui si potrebbe lavorare, scavando nel mito di Orfeo: l’amore che vince la morte, il potere della musica, il divieto di girarsi (ricordate anche la moglie di Lot, nella Bibbia, trasformata in una statua di sale?), la necessità di aver fede nell’amore. Ritroviamo tutti questi temi nel bel romanzo Orfeo perduto della scrittrice australiana Janette Turner Hospital, musicati su chiavi diverse, accennati, ripresi, sottolineati, modificati in una straordinaria polifonia. Con un capovolgimento dei personaggi: è Euridice - o qualcuno per lei - che si addentra nel regno delle ombre per riscattare Orfeo. Naturalmente i personaggi non si chiamano così, e tuttavia i loro nomi sono evocatori di due mondi lontani tra di loro: lei, Leela-May Magnolia Moore, viene da Promised Land, una cittadina nel profondo Sud degli Stati Uniti; lui, Mishka Bartok, è un australiano figlio di profughi ungheresi scampati alla Shoah. Lei è un genio della matematica; lui un genio della musica, e che musica e matematica abbiano molto in comune non ci stupisce. Si incontrano a Boston, mentre lui sta suonando in un corridoio della metropolitana - no, non è un accattone, c’è qualcosa che gli fa esplodere la musica in testa, nelle risonanze dei muri del sottosuolo. Per noi sono una ennesimo eco del mito di Orfeo nell’oltretomba. L’amore è un colpo di fulmine e in capitoli diversi sapremo da che cosa ognuno di loro è fuggito: l’una dalle strettoie bigotto-religiose di un luogo che contiene nel nome la sua promessa e l’altro da una casa stravagante nella foresta pluviale australiana dove un mitico zio Otto suona il violino ogni sera (e poco importa se questo Otto/Orfeo sia scomparso in un campo di concentramento più di mezzo secolo prima).
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Ma… c’è un ma: ci sono degli attentati
terroristici e nell’America paranoica del dopo 11 settembre è
sufficiente che Mishka Bartok sia visto in compagnia di un uomo di chiaro
aspetto arabo, che venga seguito mentre va alla moschea, che suoni nel
caffè Marrakesch, che il suddetto uomo d’aspetto arabo sia riconosciuto
come l’attentatore suicida, perché si sospetti anche di Mishka, e di
Leela come conseguenza. E a questo punto dobbiamo parlare del terzo
personaggio importante, Cobb Slaughter di Promised Land, rivale di Leela
in matematica, da sempre innamorato di Leela, con un padre alcolizzato
reduce del Vietnam e lui stesso premiato con la Stella di Bronzo in
Afghanistan, combattente in Iraq, dopo di che aveva lasciato l’esercito.
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Simonetta Bitasi Mantova.com dicembre 2009 Dopo che l’ho finito mi sono detta ma chi è questa scrittrice che: riesce a mettere in un libro Australia Stati Uniti Iran Ungheria Libano con anche un breve accenno all’Italia senza farmi sentire persa? Che mi racconta non una ma due storie d’amore che avercene reali o raccontate sarei a posto tutto la vita? Che mi fa piangere per le ingiustizie del mondo e arrabbiarmi per lo stesso motivo? Che mi racconta come la musica e la matematica e quindi una passione possano salvarti davvero la vita e almeno aiutarti a sopportala meglio? Che prende il bellissimo mito di Orfeo ed Euridice ma lo ricrea veramente non per puro sfoggio stilistico? Che alla fine del libro mi lascia il finale aperto e soprattutto perdutamente innamorata (senza speranze) di Mishka?
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Che mi trasmette il confortante pensiero che ad avere fiducia negli altri, anche quando sembrano nemici, non si sbaglia? La risposta alle domande è facile perché c’è il suo nome sulla copertina ma tornando all’ultimo punto anche voi fidatevi e leggere questo libro. Dove il protagonista, il violinista Mishka Bartok, cresciuto in Australia ma di origine ungherese, ad Harvard incontra Leela May Moore, nata in un paesino sperduto del South Carolina, che studia matematica della musica al MIT. Saprà l’amore resistere alle profonde diversità di origine, all’influenza delle loro originali famiglie e soprattutto al terribile sospetto sulle attività terroristiche di Mishka? |
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Eva Kent martelive.it dicembre 2009 Orfeo fu il più famoso poeta e musicista mai esistito. Apollo gli donò la lira e le muse gli insegnarono a suonarla. Era talmente bravo che riusciva ad ammansire le belve feroci, ma anche gli alberi ed i sassi restavano incantati dalla sua musica. Sposò Euridice, Aristeo cercò di abusare di lei, e la ragazza, cercando di sfuggire, calpestò un serpente che la morse provocandole la morte. Il coraggioso Orfeo, disperato per la morte della sua amata, decise di scendere nel Tartaro con la speranza di ricondurla sulla terra. Arrivato nell'Oltretomba, non solo riuscì ad incantare Caronte il traghettatore, Cerbero e i tre giudici dei morti con la sua melodiosa e dolce musica, ma riuscì anche ad addolcire lo spietato cuore di Ade tanto da convincerlo a restituire Euridice al mondo dei vivi. Ade, però, pose una condizione, che Orfeo, durante l'ascesa del Tartaro non si voltasse indietro e non parlasse finché Euridice non fosse arrivata alla luce del sole. Per tutto il viaggio di ritorno la ragazza seguì il suono della lira di Orfeo, ma appena il ragazzo intraviste la luce, si girò per controllare se Euridice fosse con lui e fu cosi che la perse per sempre. Questo il mito greco. Un’incredibile storia di Morte e d’Amore o, meglio di come la forza dell’Amore può arrivare a sconfiggere la morte. Sono gli uomini che non sanno dare all’Amore il valore che gli compete di diritto e forse è questa la sottile venatura che intride il romanzo di Janette Turner Hospital nel suo Orfeo perduto, edito Orfeo-perduto8dalla Marcos y Marcos. Leela studia matematica della musica. Mishka suona il violino e l'oud (antico strumento arabo, evoluzione del liuto), meravigliosamente, nella metropolitana di Harvard Square, a Boston, dove i due si incontrano per la prima volta. L'amore li ghermisce senza possibilità di fuga. Ma un attentato terroristico nell'underground della città innesca una bomba che esploderà su questa storia appena nata. E tra servizi segreti, attacchi terroristici, guerre inconcludenti (si citano Vietnam, Afghanistan ed Iraq, tanto per dirne qualcuna), ricerca di genitori perduti e vite votate alla follia, sarà Leela, come un moderno Orfeo, a scendere all'inferno per cercare di riportare indietro il suo amante.
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Stefano
Donno stefanodonno.blogspot.com aprile 2010 Domanda del giorno: cosa faresti se l'uomo della tua vita, un artista, un musicista eccelso per la precisione, si rivelasse un terrorista? Mishka Bartok studia composizione ad Harvard. Leela May Moore si occupa di matematica della musica al MIT. Incontro straordinario è il loro, dove l'amore diventa subito passione, e li porta da subito a dividere, nella casa di Boston, ogni cosa dai sogni al sesso. Ma il silenzio tra i due è una voragine profondissima, che getterà l'oscurità più nera sui loro destini. Mishka sparisce in modo misterioso, con grande frequenza, a volte senza dare nemmeno spiegazioni. Poi accade che nella metropolitana a un passo da casa esplode una bomba, con tanto di morti e feriti. Leela viene presa dai servizi segreti, e interrogata a lungo su Mishka e i suoi probabili coinvolgimenti con l'Oriente islamico. Il dubbio prevale su anni di amore e passione. Si tratta di uno splendido libro, di rara bellezza, ove la poesia della musica si fonde all'amore per i numeri e la matematica, dove la natura ribelle dell’Australia si alterna ai rumori della chiassosa Boston, dove l'eros e il coinvolgimento amoroso di un incontro non riesce a fare i conti con il veleno del sospetto.
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Mosaico fatto da una serie non stridente di contrasti il romanzo "Orfeo perduto", di Janette Turner Hospital, che vuole essere giustamente una zona temporaneamente autonoma tra oriente e occidente, al fine di permettere all'autore e al lettore di essere osservatorio lucido delle isterie che popolano due culture, due mondi. I due protagonisti saranno vittima di un classico colpo di fulmine, forze a più alto voltaggio della media: lui si perderà lungo i sentieri di un percorso esistenziale segnato dalla tipologia del "bello e maledetto", lei lo salverà dall'inferno di torture e intrighi internazionali. Ci vedrei un bel film ispirato a questo libro. |
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Angela
Del Prete |
La trama di questo libro è tutta da scoprire e da amare, come i suoi personaggi, così misteriosi, che pagina dopo pagina vengono fuori in tutta la loro fragilità. Il terrorismo, la musica, la matematica, il Nord e il Sud degli Stati Uniti, il sesso, i colori, il mito. L'Orfeo perduto della Turner Hospital contiene tutto ciò e ci trascina in un viaggio che tocca l'Iraq, il Libano, l'Australia; ed è uno di quei libri ai quali ci si affeziona e nei quali si vorrebbe vivere. Un romanzo da leggere tutto d'un fiato, per lasciarsi commuovere. Per la capacità che ha questa scrittrice di farlo, per la capacità che ha di raccontare, tra grandi temi di attualità, quali il terrorismo islamico, grandi storie d'amore, di assenza, di dolore, imprimendo una traccia nella narrativa contemporanea. Un libro da assaporare, in attesa di poter leggere in italiano, altre opere di questa ormai affermata scrittrice. |
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Cristina lettrice della libreria Lirus ottobre 2011 Romanzo splendido, armonioso mosaico di antipodi e contrasti. Il genio della matematica Leela May, sfuggita al provincialismo del profondo Sud americano, incontra nella metropolitana Boston il genio della musica Mishka, figlio di profughi ungheresi, rifugiati nella foresta australiana. La poesia della musica si fonde con la passione per i numeri in un amore assoluto e forte, condivisione di sogni e potente antidoto contro il silenzio e il sospetto. Dalla frenesia della città, al realismo magico di un'incontaminata natura australiana, Leela, come una moderna Euridice, va alla ricerca del suo Orfeo, giungendo fino agli inferi più atroci, una prigione nel sottosuolo libanese. Un capovolgimento straordinario dell'antico mito, con una prosa che dona rinnovata intensità a quella grande forza che è l'amore. |
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Pieranna Libreria Margaroli Verbania dicembre 2009 Due giovani geni nel pieno della vita, dividono a Boston, sogni passioni e amore. Ma...c'è un silenzio fra Leela e Mishka, momenti di silenzio che si trasformeranno in voragine e panico. Lui figlio di un musicista libanese coinvolto in vicende di terrorismo, sparisce sempre più spesso, senza dare spiegazione. Lei viene interrogata in modo inquietante dai servizi segreti e interrogata a lungo sul suo compagno e i suoi legami con l'oriente islamico. Dopo paure panico, dolore e torture, si intravvede l'uscita dal tunnel oscuro. Esclusi alcuni momenti dove la scrittura sempre molto intensa, forte, cede il passo a periodi di dialogo non essenziale, è un bel romanzo, attuale e l'autrice è senz'altro una tra le grandi dei nostri giorni. |
Beppe Libreria Massena 28 Torino agosto 2009 A settembre e ottobre gli editori invadono le librerie di novità golose. Ecco i titoli più interessanti, dai prevedibili successi agli autori meno noti: da Benni a Palahniuk, da Judy Budnitz a Janette Turner Hospital, scrittrice inedita e ignota in Italia, che pure non è proprio una ragazzina, dal momento che è nata in Australia nel 1942. L’Observer ne ha dato un giudizio piuttosto impegnativo: “La più grande scrittrice di lingua inglese vivente”. Sia come sia, il primo ottobre Marcos Y Marcos la porta per la prima volta al pubblico italiano, col suo romanzo Orfeo perduto. Romanzo che comincia come storia d’amore – un amore sbocciato in una metropolitana, molto newyorchese, anche se la storia è ambientata a Boston – si sviluppa come storia d’amore, poi cambia registro. In città c’è un attentato e Mishka, il tenebroso musicista orientale di cui la protagonista, Leela, s’è innamorata, in qualche modo è coinvolto. Ma in che modo? Romanzo che s’interroga sui rapporti personali, sulla stessa identità delle persone che ci sembrano più vicine. In questo, ricorda Il fondamentalista riluttante di Hamid, o L’attentatrice di Khadra.
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