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Janette turner hospital
Orfeo perduto
Da quando ha sentito le note sprigionarsi da quell’oud, una sera, tornando a casa, nei sotterranei della metropolitana, e poi lo ha visto in faccia, Leela-May è rimasta stregata da Mishka.
Nonostante la sua riluttanza a parlare, Leela viene a sapere che il bel musicista misterioso studia composizione ad Harvard.
Lei, giovane e brillante matematica del MIT, si occupa, neanche a farlo apposta, di matematica della musica.
Quella notte segna l’inizio di un grande amore. Piena di erotismo e di passioni comuni, la loro storia paradisiaca è destinata a infrangersi il giorno di un clamoroso attentato, proprio in metropolitana.
Mishka, che già in passato era scomparso da casa per alcuni giorni, svanisce nel nulla, mentre Leela viene ‘prelevata’ e condotta in un luogo segreto dove viene interrogata sul suo amante orientale.
E la persona che la interroga, caso strano, è Cobb, con cui lei aveva trascorso buona parte della propria infanzia...
Chi è davvero Mishka? Quali sono i suoi legami con i movimenti terroristici? E come mai Cobb, fidanzatino di un tempo, si è immischiato in questa vicenda?
Ambientato in America, Australia, Libano e Iraq, questo romanzo pieno di musica ed erotismo danza sulla lama sottile che separa Oriente e Occidente, affrontando il drammatico nodo del terrorismo.
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“‘È un canto che esprime profondo dolore, Mishka’ spiegava nonno Mordecai. ‘Orfeo ha trovato Euridice negli inferi, e poi l’ha persa per sempre, e crede che non sarà più in grado di vivere senza di lei. Ma quando canta il suo dolore, la tocca di nuovo’.”
gli alianti
384 pagine, 17 euro
isbn 978-88-7168-510-6
Traduzione di Giuseppe Mainolfi
in libreria dal 15 ottobre 2009
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“‘Questo è il luogo in cui Mishka si trova, dentro di sé. Questo era il suo rifugio ideale. Penso che sia il motivo per cui temeva di tornarci. Nel caso fosse cambiato’.”
“Cara Leela,
…non sei mai stata mia, ma per me tu sei ancora più preziosa della musica, e suonerei il mio violino o il mio oud fino a impietosire Cerbero, se servisse a tenerti con me.
Ti amo,
Mishka”
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“‘È una lotteria del cazzo, la guerra. Nessuno sa cosa diavolo sta facendo, e dopo nessuno ricorda quello che è successo, e cosa importa, poi? Per come la vedo io, la vita è una merda, fai degli incubi, e alla fine tiri le cuoia’.”
“‘A Boston oggi c’è stato un altro incidente’ aveva detto l’annunciatore televisivo ‘durante l’ora di punta’.
Leela e Mishka avevano guardato e riguardato quelle scene trasmesse da cnn, abc, cbs. Ipnotizzati, sembravano incapaci di smettere di fissare lo stesso filmato che si riavvolgeva su se stesso all’infinito.”
“‘Alcuni dei nostri hanno scattato delle foto, signore. Delle celle. Di corpi mutilati. Se queste foto vengono diffuse…
Non ci sono verbali. Con tutto il rispetto, signore, mi sembra che questo non ci assolva dalle nostre responsabilità. Significa solo che la nostra rinuncia alla responsabilità non è ufficializzata’.”
Pagina a cura di Milena Scaramucci
 
Janette Turner Hospital è nata nel 1942 nel Queensland, nell’Est verde e assolato dell’Australia. È cresciuta in una famiglia spartana e religiosa, dove radio e televisione erano bandite, e c’era una frase biblica appropriata per ogni occasione. Ha scoperto il mondo esterno andando a scuola, e da allora non ha mai smesso di viaggiare: ha vissuto in Francia, Inghilterra, India, Canada e Stati Uniti. Dice di sé: “La mia vita è stata geograficamente movimentata; ho finito per sviluppare una forte passione per il paesaggio naturale e una profonda curiosità per l’ambiente sociale e politico che mi circonda”. Nel frattempo ha insegnato nelle università di mezzo mondo e scritto un gran numero di romanzi che incrociano sapientemente passione, erotismo, natura, trame politiche, paure individuali e collettive. Ha collezionato premi, riconoscimenti, menzioni speciali, e soprattutto l’entusiasmo di critici e lettori. L’«Observer» l’ha definita “La più grande scrittrice in lingua inglese vivente”.
La sua opera è tradotta in dodici lingue.
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