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gli alianti
112 pagine, 10,00 euro
isbn 978-88-7168-375-1

Traduzione di Daniela Idra
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friedrich dürrenmatt
Mida o Lo schermo nero
Abbandonata l’università dopo discontinui studi di filosofia, Dürrenmatt si tuffò poco più che ventenne nel mondo del teatro. La messa in scena, nel 1952, di Il matrimonio del signor Mississippi, e la contemporanea pubblicazione di Il giudice e il suo boia, uno dei suoi romanzi migliori, lo portarono alla ribalta della scena culturale svizzera. La visita della vecchia signora e I fisici, che risalgono alla metà degli anni Cinquanta, lo resero celebre in tutto il mondo. I miti greci e le vicende dell’Antico Testamento, “succhiati” ancora bambino dal padre – pastore protestante – così come città e cittadine della provincia elvetica, plasmano il sottofondo di gran parte delle sue opere teatrali e narrative. Nella produzione romanzesca – quasi sempre polizieschi di elegantissima fattura – Dürrenmatt vede e denuncia, con piglio da cosmologo, le contraddizioni di un mondo in cui l’uomo vive in una sorta di grottesco labirinto. Giudici e colpevoli, Tesei e Minotauri, Bene e Male si rincorrono e si sfidano come gatti e topi. Fisicamente, intellettualmente, moralmente.
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Un uomo ricco e potente, abituato a dar scacco matto a industriali, principi e governi, rifiuta la proposta di Achmed Ismali, ingegnoso saudita, altrettanto ricco e potente, trafficante di armi e tecnologie.
Richard Green rifiuta per non “rompere le uova nel paniere agli americani”.
Conseguenza: scandali a catena, fallimenti, altri delitti.
Soprattutto, da quel momento, sulla sua testa c’è una taglia.
Alle sue costole due killer.
Friedrich Dürrenmatt siede nella saletta buia, in mano un bicchiere di Bordeaux.
Sullo schermo, scene della vita di Green, spot pubblicitari, carestie.
In sala, accanto allo scrittore, il protagonista, o meglio i suoi diversi interpreti, interrogano il loro creatore, giudice e boia del loro futuro.
Proiettati in un’azione in cui sono semplici ombre, schiavi del copione, manifestano il proprio dirompente bisogno di vivere.
Un racconto che presenta al mondo il conto (un mondo che ha deciso di “abbandonare qualsiasi ragione in favore di semplici pretesti”) con grande anticipo, rara lungimiranza.
Un racconto cinematografico: struttura inizialmente sghemba, folgorazioni che seminano indizi, poi corsa magnetica verso il finale.
Schermo nero
Vogliate scusarmi se siete venuti in un cinema per vedere qualcosa e invece, per il momento, non vedete niente. In compenso state sentendo la voce di un morto.
Un grido
Perchè spaventarsi? In fondo siete abituati, non solo a sentir parlare i morti sullo schermo, ma anche a vederli.
In rapida successione, frammenti di scene con attori defunti come Ponto, Steckel, Schweikart, Jürgens
Be’ , che c’è? Sullo schermo avvengono vere e proprie resurrezioni. Questo forse vi turba?”