Un uomo ricco e potente, abituato a dar scacco matto a industriali, principi e governi, rifiuta la proposta di Achmed Ismali, ingegnoso saudita, altrettanto ricco e potente, trafficante di armi e tecnologie.
Richard Green rifiuta per non "rompere le uova nel paniere agli americani".
Conseguenza: scandali a catena, fallimenti, altri delitti.
Soprattutto, da quel momento, sulla sua testa c'è una taglia.
Alle sue costole due killer.
Friedrich Dürrenmatt siede nella saletta buia, in mano un bicchiere di Bordeaux.
Sullo schermo, scene della vita di Green, spot pubblicitari, carestie.
In sala, accanto allo scrittore, il protagonista, o meglio i suoi diversi interpreti, interrogano il loro creatore, giudice e boia del loro futuro.
Proiettati in un'azione in cui sono semplici ombre, schiavi del copione, manifestano il proprio dirompente bisogno di vivere.
Un racconto che presenta al mondo il conto (un mondo che ha deciso di "abbandonare qualsiasi ragione in favore di semplici pretesti") con grande anticipo, rara lungimiranza.
Un racconto cinematografico: struttura inizialmente sghemba, folgorazioni che seminano indizi, poi corsa magnetica verso il finale.

FRIEDRICH DÜRRENMATT
Mida
112 pagine
10 euro

 

 

 

 

Nato nel cantone di Berna nel 1921, scomparso nel 1990, Friedrich Dürrenmatt è assieme a Max Frisch il più significativo scrittore svizzero del dopoguerra. Fra le opere teatrali ricordiamo Romolo il grande (1948-1949), I fisici (1962), Il matrimonio del signor Mississippi (1952). Fra le opere narrative ricordiamo Il giudice e il suo boia (1950), Il sospetto (1951), La promessa (1958), e Giustizia (1986). Fra i racconti, La panne, La morte della Pizia, Il tunnel, Il minotauro, La morte di Socrate e L'incarico, gli ultimi quattro pubblicati dalla nostra casa editrice rispettivamente nel 1984, nel 1987, nel 2002 e nel 2004.
Questo racconto, finora inedito, risale al luglio del 1990.



Romolo il grande


L'incarico


Il minotauro


Nel cuore del pianeta


La morte di Socrate


Il tunnel


Giustizia



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