FRIEDRICH
DÜRRENMATT
La morte di Socrate
64 pagine, 7,00 euro
|
Platone, avaro e pomposo
aristocratico, avido di popolarità, vuole sbancare con un best-seller, e ,
costi quel che costi, concretizzare la propria idea di Stato giusto.
Socrate è un beone geniale e alla moda, non manca un solo banchetto, ma ha il
vizio di rubacchiare qua e là monili e statuette con cui rimpingua la bottega
di antiquariato della moglie, la bionda Santippe.
Platone decide di sfruttare la situazione, ricatta Socrate e gli offre denaro in
cambio dei dialoghi che solitamente getta al vento.
Alla celebre coppa di cicuta Socrate giunge per motivi diversi da quelli
tradizionalmente noti: snocciolando i lati oscuri di quegli antichi geni, il
demiurgo Dürrenmatt intavola un dibattito sul rapporto fra concreto e astratto,
pubblicità e vero sapere, ambizione e qualità.
Lucido e sorprendente, abile nel giocare con i grandi pensieri e la storia come
fossero biglie di vetro, Dürrenmatt chiama alla riflessione, anche con poche
battute.
Nato nel cantone di Berna
nel 1918, scomparso nel 1990, è assieme a Max Frisch il più significativo
scrittore svizzero del dopoguerra.
Fra le opere teatrali ricordiamo Romolo
il grande (1948-1949), I fisici (1962), Il matrimonio del signor
Mississippi (1952).
Fra le opere narrative ricordiamo Il
giudice e il suo boia (1950), Il sospetto (1951), La promessa
(1958), e Giustizia (1986).
Fra i racconti, La Panne, La
morte della Pizia, Il
tunnel e Il
Minotauro, pubblicati dalla nostra
casa editrice rispettivamente nel 1984 e nel 1987. La morte di Socrate
risale al 1990, ed è fra gli ultimi scritti da Dürrenmatt.
|