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miriam Toews
In fuga con la zia
Sono in tre, partono dal Canada, sfrecciano verso il confine messicano.
Al volante Hattie, giovanissima zia, tornata al volo da Parigi perché la sorella Min, tanto per cambiare, picchia in testa e lascia i figli da soli.
Di fianco a lei Logan, pantaloni troppo larghi, parole poche ma precise, incise sul cruscotto con la punta del  coltello: la sua musica Crucifucks, OutKast, Public Enemy, e gli piace sapere che in ogni angolo del mondo troverà uno straccio di campetto di basket dove tirare a canestro.
Ha quindici anni, succhiotti sul collo, e il suo sorriso è come un uragano, eroina, partorire un figlio.
Sul sedile dietro Thebes, undici anni, un fiume di parole, costruisce aquiloni e buoni regalo giganti che danno diritto a diventare attore, o ad affidarle dieci segreti da custodire.
Viaggia con un enorme dizionario che la tiene attaccata alla terra, mentre i suoi pensieri volano sempre più su. Il suo saluto è “Bonjourno!”, la sua sensibilità profetica, il suo umorismo irresistibile.
Puntano al margine della California, al luogo sperduto nel deserto dove il padre si è rifugiato da anni, in esilio da un amore troppo difficile con la madre dei suoi figli.
È un viaggio di sogni, giochi meravigliosi e parole, telefonate ad amori lontani.
Nel vapore della doccia di un motel si vede chiaramente con chi stiamo, a cosa apparteniamo: seduti sul paraurti nel deserto apriamo finalmente le braccia a chi è dentro di noi.
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“Thebes fa volare l’aquilone che ha costruito per me, ci si è ritratta sopra tutta sorrisi e saluti e lo lascia provare a tutti. La guardiamo sorriderci e salutare da cento metri d’altezza.”
gli alianti
384 pagine, 16,50 euro
isbn 978-88-7168-516-8
Traduzione di Claudia Tarolo
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Autentica rivelazione della narrativa canadese degli ultimi anni, Miriam Toews è nata in una comunità mennonita del Manitoba, tirata su da genitori piuttosto burberi. A diciott’anni se n’è andata di casa sbattendo la porta e ha girato mezzo mondo. Appassionata di cinema – se potessi, vedrei anche tre film al giorno! – si è cimentata persino come attrice, con risultati egregi. Nei suoi romanzi, commuove e diverte con una scrittura di straordinaria freschezza, parlando di felicità complesse, vite al margine, lucida follia.
Nel 2004 ha vinto un premio stratosferico, il Governor General’s Award, con Un complicato atto d’amore, pubblicato in Italia da Adelphi.
Uscito in Canada e in usa alla fine del 2008, In fuga con la zia è in corso di traduzione in dieci lingue.
“A cosa pensi quando tiri?
A nulla.
Dài, dico. Ti concentri completamente sul tiro?
Sì, direi di sì.
Hai paura di non centrare il canestro?
No, risponde. Sono sempre convinto che lo centrerò. Ogni volta.
Sul serio?, dico. Anche quando una marea di tiri vanno a vuoto?
Sì, sono sempre sicuro di fare canestro.
E poi, quindi, quando non succede, sei molto deluso?
Per niente, risponde, perché sono sempre sicuro che la volta dopo ci riuscirò.”
“Guardo ancora un po’ la luna e la superficie increspata della cabina in cui sono seduta. Penso a come sia bello avere qualcuno che ti prega di restare. Penso a come sia patetico trovare così bello avere qualcuno che ti prega di restare.”
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“Ma come si fa a starsene seduti lì a farsi succhiare il collo per quattro ore o il tempo che ci vuole a creare un intero collier di succhiotti?, chiede Thebes a Logan.
Lui la ignora, guarda la tele, lei sta seduta a un centimetro dalla sua testa e gli ispeziona il collo.
È la cosa più disgustosa che abbia mai visto in vita mia, dice Thebes. Ringrazia che non ti ha provocato un aneurisma. Avrebbe potuto risucchiarti la giugulare da sotto la pelle e tu saresti morto dissanguato sul mio materiale artistico.
Logan alza il volume della tv.
Be’, tecnicamente, dice Thebes, è uno stupro fatto e finito. Guarda che lividi! Sei stato aggredito da una ragazza. Sei traumatizzato? Sei stato violato nella tua intimità, prosegue, e te ne stai lì bel bello a guardare la tele e…”
“Ripenso a quei fumetti stucchevoli Amore è…
Amore è… uccidere tua sorella quando te lo chiede? Amore è… rifiutarsi di uccidere tua sorella quando te lo chiede? Avevo già i miei problemi a decidermi tra benzina con o senza piombo dal benzinaio e intero o scremato al 7-Eleven, come avrei potuto scegliere la definizione del mio amore per Min?”
Pagina a cura di Milena Scaramucci