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michael Zadoorian
Il mondo delle cose
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Scopri che tua moglie ti tradisce, e il tuo cuore inizia a produrre un
rumoraccio insostenibile, peggio dello sciacquone di un cesso. E quegli
inutili, bellissimi, benedetti animali che sei costretto a sopprimere ogni
giorno tornano in sogno di notte per vendicarsi. Per giunta, qualcuno inizia a
spargere bigliettini con scritto che fai schifo.
Mentre le cose, insomma, parrebbero perdere calore ed energia, e andarsene in
direzioni senza senso, scopri che la tua vecchia, fallitissima Detroit ti è profondamente amica, che ha moltissimo da offrirti.
Milioni di negozi Second hand felicemente incasinati, dove scavare in cerca di
tesori che nessuno ha mai scoperto.
La stanza fortunata, che batte qualsiasi diagnosi di sterilità. A grande sorpresa, tu e tua moglie concepite lì il vostro primo figlio.
Una vecchia tostissima, che resiste a ogni acciacco con i colori, e impugna i
pennelli a caccia di bellezza con la grinta di un guerriero.
Il mondo, come la casa dei tuoi, è un campo minato di emozioni, vecchio mio. Tuffati e osa: non sei che all’inizio di una grande, strepitosa avventura.
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gli alianti
272 pagine, 16,50 euro
isbn 978-88-7168-524-3
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“Quando si è convinta che volessi arraffare tutto ciò che possedeva, mia madre ha messo un lucchetto alla porta della cantina. Non ci
entro da almeno dieci anni. Anche quando mio padre era ancora in vita, le cose
di solito andavano così:
– Mamma? Posso andare di sotto a dare un’occhiata? Voglio controllare se hai ancora quella lampada arancione pazzesca del
vecchio soggiorno.
– Non ti preoccupare, diceva lei – c’è e non la toccherai fino a quando non sarò morta. Allora potrai farne quello che vorrai, ma per adesso la risposta è no.”
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Sono stati i librai americani a trasformare
Michael Zadoorian in un autore di culto.
Anni di instancabile passaparola hanno fatto di Second Hand un successo a lungo termine. Come non accade quasi più. E Michael Zadoorian, che vive a Detroit in una casa sexy-vintage con la moglie
Rita, bibliotecaria, un certo numero di gatti e migliaia di oggetti delle più svariate origini, da qualche anno ha deciso di buttarsi a corpo morto nella
scrittura. Dopo aver letto e amato Carver, Toole e Brautigan, ha lavorato come
un
matto prima su Second Hand – Una storia d’amore, e poi su In viaggio contromano.
Romanzi che anche in Italia stanno riscuotendo l’entusiasmo di tutti coloro che li leggono e di molti librai che li consigliano.
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“Ma io non colleziono queste cose, mi piacciono e basta.”
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“‘Sei un hipster della peggior specie. Sei così hipster che non pensi nemmeno di esserlo. Ti senti al di sopra degli hipster, da tanto lo sei’.”
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“‘Dove sei cresciuta?’ Questa è la domanda che definisce tutti, a Detroit. Il luogo dove sei cresciuto è bene o male ciò che sei, che ti piaccia o no.”
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“– Sono invisibile!
Il barbone sull’autobus continuava a ripeterlo. Era salito all’angolo con West Grand Boulevard e nessuno di noi aveva osato guardarlo. Ma in
fin dei conti in autobus non ci si guarda mai in faccia. Si sbircia attorno con
la coda dell’occhio, con discrezione.
– Figliodiputtana sul nostro autobus, sento borbottare il barbone.
Se solo la smettesse.”
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“Incredibile davvero. Dobbiamo dare un’occhiata. In questo viaggio,
se tira aria di divertimento, noi ci fermiamo. Basta corse contro il tempo.
Adesso abbiamo tutto il tempo che vogliamo.”
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“Jenna mi si avvicinò. Rimanemmo tutti in silenzio a contemplare quell’immenso palazzo di rovine. La luce del sole aveva trovato un accesso indiretto
dalle fessure nel soffitto e dalle finestre sfondate, irradiando un bagliore
grigiastro nell’ambiente. Era il colore dei colombi che sentivo chiocciare da qualche parte. L’enorme stanza odorava di umido, di guano e ruggine, intonaco marcio e tessuti
impolverati, come se avessimo zigzagato su per l’intestino di un gigantesco animale, giungendo nello stomaco gonfio, e ora
stessimo esaminando ciò che aveva mangiato prima di morire. Eppure da sopra, chissà dove, filtrava l’odore fresco dell’aria primaverile.”
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Pagina a cura di Milena Scaramucci
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