…è così divertente che, nonostante io abbia passato vari mesi p
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«Il pozzo delle trame perdute è il luogo dove combiniamo l’immaginazione dell’autore con i personaggi e le trame in modo che l’insieme abbia senso nella mente del lettore.
In fondo, leggere è un procedimento molto più creativo e fantasioso che scrivere; quando un lettore evoca in sé un’emozione, i colori del cielo al tramonto, o il profumo di una tiepida brezza estiva sul viso, dovrebbe elogiare sé stesso quanto lo scrittore, o forse di più»
Jasper Fforde  con il fotografo Basso Cannarsa al Festival di Mantova
Il nostro Very Best of, ovvero:
cosa abbiamo tirato su dal Pozzo
Dopo aver dichiarato insistentemente  “LO?VOGLIO!!!“, a rischio
…mi piace molto quando entrano in scena i generici, ibb e obb,
Tra gli altri ho amato tre momenti: la lotta finale di Thursday
Punto terzo» disse il Banditore. «Mi duole annunciare che Vernham Deane è stato inserito nella lista dei PageRunner».
Tutti trattennero il respiro. Essere schedato come PageRunner significava una cosa sola: attività illecite.
«Conosciamo Vern da quando è stato scritto, signori, e, nostro malgrado, pensiamo che abbia fatto qualcosa di veramente brutto. Tweed, non doveva dire qualcosa al riguardo?»
Harris Tweed si alzò e si schiarì la gola.
«Vernham Deane è una nostra vecchia conoscenza. Come mascalzone fisso nel Signore di High Potternews, era ben noto per la sua crudeltà nei confronti della cameriera che compromette e poi fa cacciare di casa. La ragazza torna otto capitoli più tardi ma tre giorni fa – la mattina dopo la morte di Perkins, aggiungerei – non è tornata». Appuntò su un tabellone il ritratto di una donna attraente dai capelli scuri.
«È una Generica c-3 di nome Mimì. Vent’anni, codice di identificazione: cdt/2511922».
«Che cosa ha detto Deane della scomparsa?»
«È questo il punto» rispose Tweed con severità «è sparito nello stesso momento. Il signore di High Potternews è stato sospeso in attesa di ulteriori accertamenti. È stato trasferito nel Pozzo e vi rimarrà finché Deane tornerà. Se tornerà».
«Non stai balzando un po’ troppo presto alle conclusioni?» chiese la Havisham, evidentemente preoccupata per la mancanza di oggettività nel
resoconto di Tweed. «Abbiamo uno straccio di movente?»
«Volevamo tutti bene a Vern» disse Tweed «io compreso. Anche se in Potternews era il cattivo, non ha mai dato motivo di preoccupazioni. Sono rimasto sorpreso per quello che ho scoperto, e forse lo sarete anche voi».
Tirò fuori dal taschino un foglietto e lo aprì.
«Questa è una copia del rigetto da parte della Commissione per i riallineamenti narrativi del Consiglio dei generi della richiesta di Deane di una Revisione interna della trama».
La appuntò sul tabellone accanto al ritratto della cameriera.
«In essa Deane chiede che la cameriera muoia di parto, per risparmiare al proprio personaggio la scena traumatica alla fine del capitolo 28 in cui la cameriera riappare con il bambino che ha ormai sei anni, in occasione del matrimonio di lui con Ellen O’Shaugnessy, figlia del ricco industriale. Senza la cameriera in circolazione, lui può sposare la O’Shaugnessy e non subire la degradante caduta nell’alcolismo e la morte che lo attende nel capitolo 32. Mi duole dire che ce l’aveva, un movente, miss Havisham. Aveva anche l’opportunità, nonché le abilità giurisfictionarie per non lasciare tracce».
Ci fu un momento di silenzio, in cui tutti considerarono l’orribile possibilità di un agente di GiurisFiction passato al crimine. L’unico precedente risaliva a quando David Copperfield uccise Dora Spenlow per poter sposare Agnes Wickfield.
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* Notofono: Anche se l’idea di usare le note a piè di pagina come mezzo di comunicazione fu avanzata dal dottor Faustus già nel 1622, si dovette aspettare il 1856 perché si realizzasse il primo notofono funzionante. Nel 1895 ne fu installata una versione sperimentale all’interno di Tempi difficili e nel giro di tre anni la maggior parte delle opere di Dickens fu connessa. Il sistema si stava espandendo rapidamente, fino ad arrivare al primo collegamento transgenere, inaugurato nel 1915 con grandi festeggiamenti, tra i generi Dramma umano e Giallo. Da allora la rete è stata estesa e migliorata, ma recentemente l’avvento delle notofonate pubblicitarie e la deregulation dei canali di informazione e intrattenimento stanno saturando il sistema. Nel 1985 è stata introdotta una rete di notofonia mobile.
Il gatto del Cheshire - Guida giurisfictionaria alla Grande Biblioteca (glossario)
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Parola di Roberta,
ufficio stampa
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Parola di Milena,
redazione
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In diretta dal Pozzo delle trame perdute
(collegamento realizzato tramite notofono*.
Ci scusiamo per eventuali interferenze)


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Parola di
Tecla Dozio, libraia del giallo a Milano,
socio fondatore del Thursday Next Fan Club
Mi ritrovai in un grande prato, accanto a un ruscello gorgogliante; salici e larici si protendevano sulle acque cristalline mentre antiche querce punteggiavano il paesaggio. Era tiepido, asciutto e delizioso – come può esserlo un perfetto giorno estivo in Inghilterra – e improvvisamente provai una fortissima nostalgia.
«Una volta contemplavo a lungo il panorama» mi riscosse  una voce dietro di me. «Ora non trovo mai il tempo».
Mi girai e vidi un uomo alto appoggiato a una betulla argentea: aveva in mano una copia di «Caratteri mobili», il notiziario di GiurisFiction. Lo riconobbi anche se non ci avevano mai presentati. Era Perkins, che faceva coppia con Snell in GiurisFiction proprio come nella serie di gialli Perkins & Snell.
«Salve» disse, porgendomi la mano e sorridendo amichevolmente, «mi chiamo Perkins». Stese un braccio verso l’orizzonte. «Che ne pensa?»
Mi guardai intorno. In lontananza si levavano alte  cime innevate, al di sopra di una pianura verdeggiante. Ai piedi delle colline sorgevano foreste, e un grande fiume scorreva nella valle.
«Meraviglioso».
«Lo abbiamo requisito dalla sezione fantasy del pozzo delle trame perdute. È un mondo completo, scritto per un romanzo intitolato La spada degli Zenobiani. Al di là delle montagne si trovano distese ghiacciate, profondi fiordi e resti di civiltà dimenticate, castelli, roba così. È stato messo all’asta quando il libro fu abbandonato. Non erano ancora stati scritti personaggi o avvenimenti, il che è un peccato: considerando il lavoro fatto sul mondo in sé, avrebbe potuto essere un best seller. Comunque, se gli Esterni ci hanno rimesso, noi ci abbiamo guadagnato. Lo usiamo per tenerci i grammassiti e altre bestiacce che per una ragione o per l’altra non possono vivere nei nostri libri».
«Una riserva?»
«Sì, e anche un posto per studiarli e isolarli: per questo, c’è la parola d’ordine».
«C’è una quantità smodata di conigli» osservai guardandomi intorno.
«Ah, sì» rispose Perkins, incamminandosi sul ponticello di pietra che attraversava il torrente, «non siamo mai riusciti ad arginare la riproduzione all’interno della Collina dei conigli: se li si lasciasse a sé stessi, il libro si riempirebbe talmente di lagomorfi mangiasoffioni, che entro un anno una parola su due sarebbe ‘coniglio’. Però Lennie Small si diverte a venire qui quando ha un po’ di tempo».
Risalimmo un sentiero che portava verso le rovine di un castello. Le pietre franate dal muro di cinta erano coperte di erba, il ponte levatoio era caduto nel fossato, ormai prosciugato e pieno di rovi. Sopra di noi, quelli che sembravano corvi volteggiavano
attorno alla più alta delle torri rimaste in piedi.
«Non sono uccelli» disse Perkins porgendomi un binocolo. «Dia un’occhiata».
Guardai le creature volteggianti che si libravano con grandi ali membranose.
«Grammassiti?»
«Esatto. Ne ho sei coppie che si riproducono, qui. Puramente a fini di ricerca, ci tengo a sottolinearlo. La maggior parte dei libri ne può reggere tranquillamente quaranta o giù di lì senza risentirne: è solo quando il numero va fuori controllo che dobbiamo intervenire. Uno sciame di grammassiti può essere devastante».
«Lo so» risposi «sono stata quasi…»
«Attenta!»
Mi spinse da parte, mentre un malloppo di escrementi finì schizzando per terra, a un passo da me. Alzai lo sguardo verso gli spalti merlati e vidi un uomo-bestia coperto di pelo scuro che ci guardava di traverso e cacciava grida gutturali strozzate.
«Sono yahoo» spiegò Perkins con disprezzo. «Non hanno propriamente delle buone maniere, e sono molto difficili da educare».
«Dai Viaggi di Gulliver?»
«Già. Quando da opere veramente originali come quella di Jonathan Swift si traggono nuovi libri, i personaggi vengono spesso duplicati a fini di studio e consultazione. I personaggi possono essere riaddestrati, ma le creature in genere finiscono qui. Gli yahoo non sono esattamente i miei preferiti, ma sono piuttosto innocui: la cosa migliore è ignorarli».
Camminammo rapidamente verso il torrione per evitare altri possibili proiettili e superammo i bastioni esterni, all’interno dei quali una coppia di centauri pascolava pacificamente. Ci guardarono, sorrisero e continuarono a mangiare. Notai che uno dei due aveva un walkman.
«Avete anche centauri?»
«Sì, e satiri, trogloditi, chimere, elfi, folletti, driadi, sirene, marziani, gnomi, goblin, arpie, alieni, troll: tutto quello che le viene in mente». Perkins sorrise. «Moltissimi romanzi inediti sono fantasy, e nella maggior parte dei casi raccontano di creature mitiche. Quando uno di questi libri viene demolito, in genere passo dal cortile recuperi. Sarebbe un peccato ridurli in testo».
«Unicorni ne avete?»
«Sì». Perkins sospirò. «A pile. Non so che farne. I potenziali scrittori dovrebbero comportarsi in modo più responsabile nelle loro creazioni. Posso capire che i bambini scrivano storie di unicorni, ma gli adulti dovrebbero essere più maturi. Ogni unicorno di ogni racconto demolito finisce qui. Ho pensato a un adesivo da appiccicare al lunotto posteriore: ‘Un unicorno non è per pagina 27, è per sempre’. Che ne pensa?»
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Parola di
Daniele Gewurz, il traduttore prediletto dai lettori di Jasper Fforde, esperto di algebra e combinatoria, pignolissimo blogger dell’Accademia dei Pignuoli
Come si vede lui
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Come lo vedono i suoi studenti