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Fulvio ervas
Follia docente
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Elia non è sempre stato un fedele soldato dell’impero. Certo, è presente, lucido a tratti, ma non letale quanto dovrebbe essere. Perché la scuola è una trincea. Fangosa, spietata, senza fine.
Già non è facile tener testa agli studenti, “incerte fluttuazioni ormonali”, figli del Bactrim rosa, “l’antibiotico postfemminista”, che ti puntano addosso le dita, le tette a punta come le scarpe, e fanno
rumore, non sanno ascoltare; a loro non interessa quello che dici, ma come
stai, qual è il tuo portamento corporeo, se comunichi emozioni, insomma se sai creare l’atmosfera giusta; ti vogliono trasformare in un dj delle nozioni.
Se poi una supplente viene trovata morta, risucchiata dalla cappa di aspirazione
del laboratorio di chimica, il dirigente scolastico ospita cinesi clandestini
nello scantinato, il provveditore si confida con una bambola gonfiabile nella
camera 47 della pensione Sorriso…
Tutta la redazione di Radio Precari vuole scoprire la verità sulla morte misteriosa della collega supplente, ma Elia è distratto, la bellezza l’ha colto all’improvviso, Emma è una scheggia di nero, il miglior quarto d’ora di una notte oscura.
Follia docente: quando la scuola è un delirio.
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MARCOSultra
256 pagine, 12,00 euro
isbn 978-88-7168-512-0
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Fulvio Ervas è nato a Musile di Piave il 23 luglio 1955, senza sapere che Albert Einstein era
morto da qualche mese. Quando ne avrà coscienza, si iscriverà a un liceo con la presunzione di doversi costruire una qualche cultura
scientifica. Inspiegabilmente attratto da tutti gli animali diversi dall’uomo, si laurea in scienze agrarie, indirizzo zootecnico, con un’inquietante tesi sulla “Salvaguardia della mucca Burlina”. Insegna scienze naturali nell’impero della Pubblica Istruzione, ma è assediato dalle storie. In treno, nell’orto, in palestra, vicende e personaggi gli si affollano in testa, non gli danno
pace finché non si sentono provvisoriamente in salvo su un taccuino, per essere portati al
più presto tra le mani dei lettori. Prima insieme alla sorella Luisa, poi in
solitaria, ha pubblicato
La lotteria (Premio Calvino 2001), Commesse di Treviso, Succulente e Pinguini arrosto. L’ultima avventura di Stucky è narrata in Buffalo Bill a Venezia.
Fulvio Ervas vive in provincia di Treviso, con la moglie, una figlia e un numero
imprecisato di animali domestici.
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“La notte dopo l’esame del concorso sognai la mia cattedra, si chiamava Katy, la portavo in
passeggiata e gli altri precari che incontravo la guardavano con invidia,
qualcuno provava persino a circuirla. Ebbi ripetuti amplessi con la mia
cattedra, nel sogno.”
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In copertina immagine di
David Dalla Venezia
Dettaglio del dipinto
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“Ho dovuto, mio malgrado, imparare che l’istruzione è una trincea. Fangosa, spietata, senza fine.
Perché la scuola è la grande muraglia, senza la quale sarebbe insostenibile il conflitto con le
orde di adolescenti che caoticamente premono sulle delicate funzioni del
consesso civile. Perché l’adolescenza è disordine e la scuola ne è l’imperfetta, tuttavia necessaria, Macchina Ordinatrice.”
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“Avevo chiesto alle zie lumi sulle pasticche che mi avevano dato.
‘Speciali. Le preparava un vecchio farmacista con le sue mani’.
‘Inducono effetti strani’ avevo mormorato.
‘Sono ottimi rimedi contro la follia docente’.
‘Follia docente?’”
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“I reclutatori dell’Impero prendevano a seguire con cura i pargoli che aspiravano a diventare
professori, suggerendo ai maestri le tecniche migliori per condurli sulla via
dell’insegnamento.
Questo delicatissimo lavoro non sempre dava i risultati sperati. un giovinetto
poteva, per iattura, cadere preda di qualche incomprensibile fobia, lanciare
per aria i quaderni lasciando intere schiere di educatori con un pugno di libri.”
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Pagina a cura di Milena Scaramucci
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gli altri libri dello stesso autore:
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