carta_disastricarta_disastricarta_disastricarta_disastricarta_disastricarta_disastricarta_disastricarta_disastricarta_disastri

gli alianti
304 pagine, 16,00 euro

Carta_Nori


isbn 978.88.7168.558.8

altri libri di Bruno Osimo in catalogo:

Bar Atlantic

 

 

 
 
 
 

BRUNO OSIMO
Dizionario affettivo della lingua ebraica

 

Diritti_Ritorno_CopertinaIn ebraico papà si dice aba; dunque, nemmeno a farlo apposta, la prima voce è papà; e da qui in poi ogni voce è un appiglio, una lente, uno specchio della storia di Bruno. Tra zii fuggiti in Inghilterra e in America durante la Catastrofe, calzini spaiati, piaceri e dispiaceri della carne, cammina Bruno, senza bussola nel mondo finché non scopre che la lingua parlata da sua madre, e spacciata per italiano corrente, è in realtà mammese, o tampònico.
Sua madre parla una lingua che non descrive la realtà come appare, ma come apparirebbe se non facesse paura, se non mettesse in imbarazzo, se non suscitasse emozioni: "Mi raccomando" vuol dire "È questione di vita o di morte"; "Ti voglio bene" si dice "Complimenti".
Cominciare a tradurre dal mammese salva la vita a Bruno e gli insegna l'arte della differenza, la difficoltà di comunicarla; l'arte di adattare e di adattarsi. Si trasforma così in un traduttore alfiere: indomito, sempre in servizio.
Alle prese con paure improvvise ma dotato anche di risorse segrete: per esempio una mano morbida e asciutta che a volte lo protegge quando vede le cose brutte davanti a sé. È la mano che suo padre gli metteva sugli occhi e sulla fronte quando, facendo spese il sabato mattina, il macellaio alzava la mannaia.
Storia di una vita e di un'epoca in quarantacinque voci.

De_Winter_Moschea

Due madri ebree si incontrano e una dice all'altra: "Mio figlio, pur di parlare di me, va dallo psicanalista quattro volte la settimana".
La seconda mamma ribatte: "Mio figlio, pur di parlare di me, ha scritto un libro".
E in effetti Bruno Osimo, con un sorriso, presenta sua madre come 'la protagonista di questo libro'. Leggendolo, si scopre che è un omaggio alle nostre origini, che impariamo ad amare in ritardo; al senso che abbiamo finalmente dato alla vita dopo capitomboli, scosse e progressivi adattamenti. Nel suo caso, la vita di un uomo che è venuto a patti con la sua condizione di "ebreo tra i non ebrei, di diversamente ebreo tra gli ebrei" e ha fatto della traduzione la chiave d'accesso alla realtà, accettando l'indeterminatezza del senso, la preziosa rarità di ogni corrispondenza.

Bruno Osimo traduce dal russo, insegna traduzione, pubblica manuali sulla traduzione e studia l'ebraico per ricavarsi un tempo sospeso, fine a sé stesso.
Vive a Milano con la sua famiglia e va a correre all'alba ogni mattina, perché intanto che vive, crede di doversi preparare alla sua Fuga: la fuga fa parte della sua identità.

 

marchietto_mym


English

"Mia madre non parla né italiano né ebraico (questa dell'ebraico la dico così, a scanso di equivoci, perché molti quando sentono che sei ebreo non capiscono bene cosa vuol dire, e pensano che tu parli ebraico, anzi 'ebreo' o, a volte, 'israeliano'): lei parla mammese, detto anche tampònico.
Questa lingua non è ancora stata analizzata, ma consiste fondamentalmente nel fatto che non si descrive la realtà come appare, ma come apparirebbe se non facesse paura. Se non mettesse in imbarazzo. Se non facesse provare dei sentimenti. Più che una lingua, è una difesa. È uno smorzamento, un ammosciamento.
È un'attenuazione. È un materasso, un respingente, un tampone."