Dana Sachs
Se tu vivessi qui


Recensioni 

Puralanadivetro
febbraio 2008

Tribuna economica
gennaio 2008
Grazia
gennaio 2008
Il Sole 24 ore
gennaio 2008
Donna Moderna
gennaio 2008
Riflessi
gennaio 2008
Il biellese
dicembre 2007

Puralanadivetro
febbraio 2008

Quella che vogliamo segnalare oggi è una storia di vite parallele scritta da Dana Sachs che torna nelle librerie italiane con  “Se tu vivessi qui” (Marcos y Marcos) che, come altri hanno già definito, vuole porre l’accento su tre grandi temi che toccano il nostro sociale: l'adozione internazionale, l'emigrazione dall'oriente, il culto dei defunti. 
Dana torna nel Vietnam che ha lasciato molti anni prima ai tempi della guerra cercando di evocare lo spirito di quelle genti e costruendo la vita di due donne, quella di Shelley, che aspetta di adottare il piccolo Hai Au che sarà parte della sua famiglia; e quella di Xuan Mai pensa incessantemente al suo Paese, dove non vive da vent'anni e "se tu vivessi qui" immagina di dire ai parenti che vi ha lasciato.
Sulle differenze dei due contesti si costruisce questa storia di due donne che sono apparentemente lontane ma più vicine di quanto sembri, dove la prima parte per 

 

il Vietnam per adottare questo figlio nonostante la contrarietà del marito che non vuole ricordare minimamente gli orrori di una guerra che sta facendo di tutto per dimenticare. La seconda si trova assieme alla prima nel viaggio per il Vietnam a ricongiungersi con la propria famiglia e le proprie tradizioni.
In questa storia narrata in prima persona c’è un passato triste pieno di errori e la ricerca di una sorta di riscatto. Nel suo procedere si cerca di riannodare i fili spezzati con il passato di una donna che non è riuscita ad essere madre e di una donna che ha dovuto andare via per un errore, facendo ritrovare loro la misura ideale per puntare alla felicità.
I tecnici la chiamano storia di trattamento quella che questa autrice di Wilmington in North Carolina ha voluto creare, forse per rievocare i caldi ricordi del tempo in cui, giornalista, ha visitato quel paese del sol levante, ma sta di fatto che  “Se tu vivessi qui” è una straordinaria ricognizione sull’amicizia, sull’amore e sul perdono che riesce anche strapparci le lacrime sollecitando la nostra sensibilità
Elena Dallorso
Donna Moderna

gennaio 2008

Prima di tutto in questo libro troverete le voci di due donne molto diverse che vivono nella stessa cittadina americana. Alternandosi capitolo per capitolo, ci raccontano la loro storia di amicizia e solidarietà. Shelley lavora col marito in un’impresa funebre e desidera adottare un bambino anche se il marito non è d’accordo. Xuan Mai, fuggita dal Vietnam 20 anni prima, fa affari con una rosticceria etnica. Come spesso accade nelle donne, chiacchierando di ricette e speranze reciproche, diventano amiche e alleate nel perseguire il desiderio di maternità di Shelley. Insieme partono per il Vietnam, dove trovano entrambe ciò che la vita aveva negato loro fino a quel momento: un bambino per Shelley e il perdono (ma anche un amabile medico italiano) per Xuan Mai.

Valeria Parrella
Grazia

gennaio 2008

«L’universo sembra vuoto»: è con questa sensazione costante addosso che si snoda la storia delle due protagoniste del romanzo, due donne forti che intrecciano le loro vicende attraverso continenti geografici e tensioni dell’anima per arrivare al lieto fine che è una sorta di riconciliazione di ciascuna con se stessa. Shelley vive con il marito a Wilmington, in Virginia, hanno fatto una richiesta di adozione che verrà accolta da un orfanotrofio vietnamita. Nella stessa cittadina vive Xuan Mai, fuggita dal Vietnam, che ora gestisce un supermarket asiatico: le due diventano amiche

Barbara Sala
Tribuna economica

gennaio 2008

Per Marcos y Marcos esce il 17 gennaio Se tu vivessi qui di Dana Sachs. Cosa si prova quando, dopo mille tentativi andati a vuoto, arriva finalmente la notizia: dall’altra parte del mondo c’è un bimbo che ti aspetta per essere adottato? Cosa si prova quando, dopo vent’anni di meraviglie, tuo marito dice che non si sogna nemmeno di venire con te? La risposta è in questa splendida alleanza fra un’americana e una vietnamita, questo viaggio avventuroso ad Hanoi, questa straordinaria ricognizione su amicizia, amore, perdono. “Sto offendo una casa a un bambino che ne ha bisogno, ecco cosa sto facendo. Ma sto facendo anche un’altra cosa: costruisco la mia famiglia su un dolore altrui. Come si è sentita quella donna quando lo ha abbandonato? Me lo domanderò sempre. Povero Hai Au. Se lo domanderà sempre”.
Con questo incipit prende vita il romanzo, narrato in prima persona da due voci – e due culture – così diverse, che si passano il testimone di capitolo in capitolo. Se tu vivessi qui è una straordinaria ricognizione sull’amicizia, sull’amore e sul perdono.

 

Samuele Galassi
Riflessi

gennaio 2008

Due storie parallele

Nato dall’incontro di Dana Sachs con il Vietnam, paese nel quale l’autrice ha anche vissuto per un anno, “Se tu vivessi qui” è l’avvincente racconto del viaggio intrapreso da Shelley, quarantaduenne americana, per adottare un bambino vietnamita. La voce narrante che si alterna a quella di Shelley è di Xuan Mai, che torna al paese d’origine dal quale era fuggita anni prima: colpi di scena e sorprese, per un romanzo che esplora temi in grado di toccare corde profonde.

 

Alberto Picci
Il biellese

dicembre 2007

Shelley ha 42 anni ed è un’attraente e brillante donna del North Carolina. Il suo desiderio più grande è avere un figlio, cercato a lungo e mai arrivato nonostante un matrimonio felice. La strada dell’adozione le sembra dunque l’unica percorribile per riempire quel vuoto che sente di avere dentro. È intensa e dolcissima la descrizione della felicità che pervade Shelley quando finalmente, dopo una lunga attesa, squilla il telefono e dall’agenzia di adozioni le confermano che in Vietnam c’è un bimbo che la aspetta. Questa notizia però è solo l’inizio di

 

un’avventura che pone la donna di fronte a dubbi, preoccupazioni e bivi: dallo scontro con il marito Martin per il suo secco e inaspettato rifiuto di essere al suo fianco, alla sofferta decisione di partire comunque, “nonostante tutto e tutti”, in compagnia dell’amica Xuan Mai, originaria proprio del Vietnam da cui anni prima era fuggita per un segreto mai confessato.
Alla fine, dunque, la sensazione è che il vero protagonista del romanzo diventi quel viaggio un po’ azzardato dall’altra parte del mondo per guardare negli occhi quel figlio a lungo inseguito e desiderato: un susseguirsi di stati d’animo che, capitolo dopo capitolo, vengono raccontati in prima persona dalle due amiche.

Scheda del libro

Home page