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Dana Sachs Recensioni |
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| Tribuna
economica gennaio 2008 |
Grazia gennaio 2008 |
Il
Sole 24 ore gennaio 2008 |
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| Donna
Moderna gennaio 2008 |
Riflessi gennaio 2008 |
Il
biellese dicembre 2007 |
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Puralanadivetro Quella
che vogliamo segnalare oggi è una storia di vite parallele scritta da
Dana Sachs che torna nelle librerie italiane con
“Se tu vivessi qui” (Marcos y Marcos) che, come altri hanno già
definito, vuole porre l’accento su tre grandi temi che toccano il nostro
sociale: l'adozione internazionale, l'emigrazione dall'oriente, il culto
dei defunti.
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il Vietnam per adottare questo figlio nonostante la contrarietà
del marito che non vuole ricordare minimamente gli orrori di una guerra
che sta facendo di tutto per dimenticare. La seconda si trova assieme alla
prima nel viaggio per il Vietnam a ricongiungersi con la propria famiglia
e le proprie tradizioni. In questa storia narrata in prima persona c’è un passato triste pieno di errori e la ricerca di una sorta di riscatto. Nel suo procedere si cerca di riannodare i fili spezzati con il passato di una donna che non è riuscita ad essere madre e di una donna che ha dovuto andare via per un errore, facendo ritrovare loro la misura ideale per puntare alla felicità. I tecnici la chiamano storia di trattamento quella che questa autrice di Wilmington in North Carolina ha voluto creare, forse per rievocare i caldi ricordi del tempo in cui, giornalista, ha visitato quel paese del sol levante, ma sta di fatto che “Se tu vivessi qui” è una straordinaria ricognizione sull’amicizia, sull’amore e sul perdono che riesce anche strapparci le lacrime sollecitando la nostra sensibilità |
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Elena
Dallorso Donna Moderna gennaio 2008 Prima di tutto in questo libro troverete le voci di due donne molto diverse che vivono nella stessa cittadina americana. Alternandosi capitolo per capitolo, ci raccontano la loro storia di amicizia e solidarietà. Shelley lavora col marito in un’impresa funebre e desidera adottare un bambino anche se il marito non è d’accordo. Xuan Mai, fuggita dal Vietnam 20 anni prima, fa affari con una rosticceria etnica. Come spesso accade nelle donne, chiacchierando di ricette e speranze reciproche, diventano amiche e alleate nel perseguire il desiderio di maternità di Shelley. Insieme partono per il Vietnam, dove trovano entrambe ciò che la vita aveva negato loro fino a quel momento: un bambino per Shelley e il perdono (ma anche un amabile medico italiano) per Xuan Mai. |
Valeria
Parrella Grazia gennaio 2008 «L’universo sembra vuoto»: è con questa sensazione costante addosso che si snoda la storia delle due protagoniste del romanzo, due donne forti che intrecciano le loro vicende attraverso continenti geografici e tensioni dell’anima per arrivare al lieto fine che è una sorta di riconciliazione di ciascuna con se stessa. Shelley vive con il marito a Wilmington, in Virginia, hanno fatto una richiesta di adozione che verrà accolta da un orfanotrofio vietnamita. Nella stessa cittadina vive Xuan Mai, fuggita dal Vietnam, che ora gestisce un supermarket asiatico: le due diventano amiche |
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Barbara
Sala Per Marcos y Marcos
esce il 17 gennaio Se tu vivessi qui di Dana Sachs. Cosa si prova quando, dopo mille
tentativi andati a vuoto, arriva finalmente la notizia: dall’altra parte
del mondo c’è un bimbo che ti aspetta per essere adottato? Cosa si
prova quando, dopo vent’anni di meraviglie, tuo marito dice che non si
sogna nemmeno di venire con te? La risposta è in questa splendida
alleanza fra un’americana e una vietnamita, questo viaggio avventuroso
ad Hanoi, questa straordinaria ricognizione su amicizia, amore, perdono.
“Sto offendo una casa a un bambino che ne ha bisogno, ecco cosa sto
facendo. Ma sto facendo anche un’altra cosa: costruisco la mia famiglia
su un dolore altrui. Come si è sentita quella donna quando lo ha
abbandonato? Me lo domanderò sempre. Povero Hai Au. Se lo domanderà
sempre”.
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Samuele
Galassi Due storie parallele Nato dall’incontro di Dana Sachs con il Vietnam, paese nel quale l’autrice ha anche vissuto per un anno, “Se tu vivessi qui” è l’avvincente racconto del viaggio intrapreso da Shelley, quarantaduenne americana, per adottare un bambino vietnamita. La voce narrante che si alterna a quella di Shelley è di Xuan Mai, che torna al paese d’origine dal quale era fuggita anni prima: colpi di scena e sorprese, per un romanzo che esplora temi in grado di toccare corde profonde.
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Alberto
Picci Shelley ha 42 anni ed è un’attraente e brillante donna del North Carolina. Il suo desiderio più grande è avere un figlio, cercato a lungo e mai arrivato nonostante un matrimonio felice. La strada dell’adozione le sembra dunque l’unica percorribile per riempire quel vuoto che sente di avere dentro. È intensa e dolcissima la descrizione della felicità che pervade Shelley quando finalmente, dopo una lunga attesa, squilla il telefono e dall’agenzia di adozioni le confermano che in Vietnam c’è un bimbo che la aspetta. Questa notizia però è solo l’inizio di
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un’avventura
che pone la donna di fronte a dubbi, preoccupazioni e bivi: dallo scontro
con il marito Martin per il suo secco e inaspettato rifiuto di essere al
suo fianco, alla sofferta decisione di partire comunque, “nonostante
tutto e tutti”, in compagnia dell’amica Xuan Mai, originaria proprio
del Vietnam da cui anni prima era fuggita per un segreto mai confessato. Alla fine, dunque, la sensazione è che il vero protagonista del romanzo diventi quel viaggio un po’ azzardato dall’altra parte del mondo per guardare negli occhi quel figlio a lungo inseguito e desiderato: un susseguirsi di stati d’animo che, capitolo dopo capitolo, vengono raccontati in prima persona dalle due amiche. |