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Maria barbal
Come una pietra che rotola

Conxa è una ragazzina timida e tenace.
Cresce con gli zii in campagna, dove c’è poco pane e tanto lavoro: in compenso, una natura clamorosa, piena di profumi, colori, voci vere. 
L’incontro con Jaume, un artigiano energico e gioioso, le spalanca un mondo di ideali, passione, impegno politico. Conxa e Jaume si sposano al volo, hanno tre figli. 
Quando il conflitto civile incendia la Spagna e suo marito parla sempre più spesso di ‘regimi da abbattere’, ‘rivoluzione necessaria’ Conxa teme che le cose si mettano male; un mattino, la milizia si presenta alla porta di casa: vengono arrestati tutti. 
Conxa e i ragazzini se la caveranno senza conseguenze. Jaume invece, “la voce che mi aveva detto le cose più belle della mia vita”, sparisce nel nulla. Mentre gli sguardi dei vicini si fanno impiccioni, quasi cattivi, e ogni angolo della casa diventa una nuvola di ricordi, Conxa protegge i suoi figli, i campi, la casa e lotta per non diventare una pietra immobile in una pietraia, senza più gioia, senza più volontà.

La grande forza del carattere femminile, la perdita di un grande amore, la potenza di una vita indipendente in campagna che rotola malamente in città.
Una parabola esemplare raccontata in centocinquanta pagine.

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gli alianti
160 pagine, 14,00 euro
isbn
978-88-7168-542-7
Traduzione di Gina Maneri
“A casa eravamo in tanti e si notava. Evidentemente qualcuno era di troppo. Io ero la quinta di sei fratelli e, come diceva la mamma, ero venuta perché Dio l’aveva voluto e bisogna accettare la Sua volontà.”

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Guardare il mondo della campagna e la vita che vi scorre con occhi puri, ma anche disincantati. Ribadire con orgoglio l’indipendenza e la forza del carattere femminile. Sono i due temi sui quali Maria Barbal, nata nel 1949 in un paesino dei Pirenei, si è spesa maggiormente. Maria si trasferisce quindicenne a Barcellona, inizia a insegnare molto presto nelle scuole medie, poi nelle superiori. Viene scoperta dai critici, poco dopo dal grande pubblico: la forza del passaparola trasforma questo suo romanzo in uno dei più grandi successi della letteratura catalana.
Come una pietra che rotola ha appena festeggiato la cinquantesima edizione. 
“Non so perché mi abbiano chiamato Conxa. Io ero convinta che facesse pensare a un donnone grande e grosso. Ma Jaume disse che Conxa gli addolciva la bocca a pronunciarlo, che era un nome da cosa minuta e zuccherina e che gli piaceva molto. Il fatto è che lui sembrava nato per farmi passare tutte le paure.”
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“Mi sento come una pietra in mezzo a una scarpata. Se qualcuno o qualcosa riesce a smuovermi, rotolerò a valle insieme agli altri; se nulla si avvicina, resterò qui immobile per giorni e giorni…”
“Aveva una semplicità e un modo di fare che presto mi fecero passare la timidezza del primo incontro. Ma per tutto il viaggio non riuscii a sostenere il suo sguardo quando mi fissava negli occhi.”
Pagina a cura di Alessandro Bandiera