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camilla trinchieri
Cercando Alice
Quanti tradimenti può sopportare una donna?
Il primo è un classico: il marito, diplomatico italiano a Praga, si lascia tentare dalla bella di turno, senza passione, così, come si beve una coppa di champagne.
Gli altri tradimenti sono più subdoli, ancora più mortificanti per Alice.
Lei aveva lasciato gli Stati Uniti per amore, seguendo il marito in Europa in pieno nazismo. Ora che il sogno è finito si vede negare anche la libertà di movimento, il desiderio di allontanarsi con i figli da una guerra che sente profondamente ingiusta.
Bloccata nella Roma fascista, al rombo dei bombardieri alleati, Alice tenta di difendere la famiglia che le resta, di mantenersi lucida e combattiva nonostante tutto.
Fugge verso la Svizzera e la libertà, ma scompare nel nulla in una notte gelida, mentre valica le montagne con le figlie Susan e Claire.
Il marito sostiene che è stata uccisa da una guardia di confine, ma la figlia Susan ricorda bene di non aver udito spari, né grida.
Dodici anni dopo quella tragica notte, Susan aspetta un figlio. Ha bisogno di fare chiarezza sulla fine misteriosa di sua madre, non si accontenta più di mezze verità.
Vuole sapere.
Un romanzo a due voci su una famiglia in guerra, nell’Europa in guerra; sul potere di vita e di morte dell’amore.
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gli alianti
346pagine, 16,50 euro
isbn 978-88-7168-515-1
Traduzione di Erika Bianchi

“Ciao, Rossa. Il tempo di guerra è il tempo delle donne,
nun te scordà.”
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Camilla Trinchieri nasce a Praga, figlia di un diplomatico italiano e di un’americana. Gira il mondo, studia a New York e va a vivere a Roma. Per diciassette anni lavora nel cinema come assistente al doppiaggio; è fiera di aver lavorato con Fellini e Visconti. Poi la sua vita privata va in tilt e lei lascia l’Italia. Un lettore di tarocchi le rivela che a New York si sarebbe ricongiunta con il lato più creativo di sé. Nell’attesa si guadagna da vivere vendendo pasta De Cecco a Little Italy. Scrivendo lunghe lettere agli amici romani, scopre il piacere di narrare. Storie di donne, sentimenti, misteri, con il punto di vista peculiare di una newyorkese nata a Praga che si sente molto italiana. I primi libri li firma Camilla Crespi: Trinchieri è difficile da pronunciare. Con Il prezzo del silenzio comincia a usare il suo vero nome perché ci mette tutta se stessa. In Cercando Alice ha trapiantato tasselli fondamentali della sua storia personale e della storia dell’Europa negli ultimi anni di guerra: tra primi abbozzi, ricerche, sopralluoghi, interruzioni per altri libri, ci ha lavorato per più di dieci anni. E ora che è venuto alla luce, si sente più leggera: promette di tornare a dipingere.
Nuove storie, però, minacciano già di rapirla.
Camilla vive e lavora nel Greenwich Village.
“Oggi è una giornata fresca e limpida, e Susie si è offerta di accompagnarmi fino a piazza San Venceslao. Il sole brilla sui bassorilievi liberty dell’Hotel Europa. Uno spettacolo invitante, finché non guardo verso il lato nord dove troneggiano quattro carri armati tedeschi incrostati di fango.”
Sono felice. Abbiamo una vita splendida, ma partirò. Il cuore mi trema ancora al pensiero. Sono piena di domande e di dubbi, ma devo andare. Se non cerco non troverò.
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“Io lo amo, i bambini lo adorano. Siamo una famiglia felice. Siamo al sicuro. Devo soltanto fare finta che la guerra non mi riguardi. Devo tenere per me quello che penso. Essere Alinka e non Alice. Ripiegare la mia coscienza e nasconderla come il fazzoletto di pizzo che tengo in borsa per le crisi di pianto improvvise.”
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“Sono troppo debole per reggere un tradimento, e non ho la forza di decifrare quel po’ d’amore che può esserci in quest’uomo nudo seduto sul bordo del letto, con soltanto una coperta a dividerci. Mi ha ingannata, ha ingannato i suoi figli, e indossando una divisa fascista solo per tornaconto personale ha finito per ingannare anche quegli uomini senza volto morti in Russia e in Africa.”
“Lei gridò dietro ai giovani che attraversavano baldanzosi la piazza: ‘Andate a casa dalle vostre madri. Non vi fate ammazzare!’”
Pagina a cura di Milena Scaramucci
gli altri libri dello stesso autore: Il prezzo del silenzio
“Mi appoggio i fiori proprio sopra l’ombelico e dico alla bambina di respirarne profondamente l’odore. È un pensiero che, per quanto assurdo, mi fa stare meglio e mano a mano che salgo sono sempre più convinta che troverò mamma. La mia certezza è ormai pari a quella con cui so che la creatura che porto in grembo è una femmina. Una certezza fragile che può spezzarsi in un batter d’occhio, eppure mi ci aggrappo.”