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Fulvio Ervas
Buffalo Bill a Venezia
Mentre l’ispettore Stucky si gode i profumi e i colori di Treviso, a Venezia turisti stranieri annegano misteriosamente nei canali e qualcuno scrive lettere anonime al «Gazzettino» contro i ‘barbari invasori’.
Il collega Scarpa da solo non ce la può fare, invoca l’aiuto di Stucky in nome dei vecchi tempi, quando, insieme, pattugliavano la laguna.
Stucky sbarca nella Serenissima per scatenare il suo famoso fiuto, ma è estate, ha voglia di fuga, e la passione serpeggia tra le calli: passione corrisposta, trepidante e sensuale, per le pietre millenarie che hanno tutte le risposte, a saper ascoltare; piacere di concedersi due cichetti a filo d’acqua contemplando un’umanità splendidamente appiedata.
Si mette di mezzo anche l’amore, tra vecchie fiamme che non bruciano più e il fascino di certe braccia tornite, labbra che lo tentano come piante carnivore.
Da un abbaino alla Giudecca, Stucky ragiona su indizi, calendari e mappe, sonnecchia vegliato da gatti guerrieri.
Chi si cela dietro ‘l’omo de note’, giustiziere dei canali? Cosa nascondono Morgan e Giovanna d’Arco, teneri sbandati, esperti di disastri e trappole amorose?
La strada verso il cuore del mistero come sempre è tortuosa, ma un primo barlume si accende nella notte del Redentore, quando i fuochi d’artificio di centomila barche sfidano il buio dell’universo.
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gli alianti
288 pagine, 16,00 euro
isbn 978-88-7168-507-6
in libreria dal 25 giugno 2009
“Poi non si rendono conto di come i veneziani conoscono la città: non a caso nelle gare di orientamento tra le calli non vincono mai. Vincono i finlandesi, magari, perché per loro Venezia è una mappa, una semplificazione, un po’ di nord e un po’ di est. Loro non sono disturbati dai mille ricordi del gironzolare, dall’arte del perdersi e mai ritrovarsi a comando.”
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Fulvio Ervas è nato nell’entroterra veneziano il 23 luglio 1955, senza sapere che Albert Einstein era morto da qualche mese. Quando ne avrà coscienza, si iscriverà a un liceo con la presunzione di doversi costruire una cultura scientifica. Inspiegabilmente attratto da tutti gli animali diversi dall’uomo, si laurea in Scienze Agrarie, con un’inquietante tesi sulla “Salvaguardia della mucca Burlina”. Insegna Scienze Naturali nell’impero della Pubblica Istruzione, ma è assediato dalle storie. In treno, nell’orto, in palestra, vicende e personaggi gli si affollano in testa, non gli danno pace finché non si sentono provvisoriamente in salvo su un taccuino, per essere portati al più presto tra le mani dei lettori. Insieme alla sorella Luisa ha pubblicato La lotteria (Premio Calvino 2001) e Succulente. Dopo Commesse di Treviso e Pinguini arrosto, Buffalo Bill a Venezia è il terzo romanzo che vede protagonista l’ispettore Stucky, mezzo persiano e mezzo veneziano.
Fulvio Ervas vive in provincia di Treviso con la moglie, una figlia e un numero imprecisato di animali domestici.
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“Capisci bene il significato profondo del libero arbitrio: è una via di salvezza per il mondo, poiché chi vi ricorre finisce per togliere il disturbo, s’inebria e precipita.
Charlie, una simile pensata, non può averla avuta che Dio, credimi.”
“Caro Gazzettino,
quando chiedono che città è questa, dovremmo rispondere che si chiama Nogheodigo.
No, non glielo dico, altrimenti si accorgono che si tratta di Venezia e gli vengono tutti i pruriti, guardano la basilica di San Marco e dicono che è quasi identica alla fotografia sulla guida. Più sbiadita, magari.
Se insistono, spiegare che per ogni tipo di chiarimento il sindaco di Nogheodigo riceve il martedì notte, su appuntamento.
Se rispondi, è la fine!”
“‘Ma la vuoi sapere la storia di Rostam?’
Stucky socchiuse gli occhi, cercando di immaginare le vie di Teheran, che non aveva mai visto.”
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“Gli chiese se fosse riuscito a vedere il volto delle donne con il chador rovesciato. Rispose di no, e il padre lo guardò con la coda dell’occhio a malapena visibile dietro il fumo della pipa. Quelle donne sono angeli per una notte, disse.”
“Ti porto a vedere i fenicotteri, al lago rosa, disse Scarpa.
[...]
‘Sai cos’è l’amore, Stucky?’
Stucky non era affranto, nemmeno sorpreso. C’era un tono di delusione nella sua voce, ma avrebbe sopportato.
‘Dimmelo tu, Scarpa’.
‘Un elastico, legato ai fianchi’.
‘Un elastico…’”
Pagina a cura di Milena Scaramucci
gli altri libri dello stesso autore: Follia docente, Pinguini arrosto, Succulente, Commesse di Treviso, La lotteria